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dal NUOVO GIORNALE di Piacenza |
brevi riassunti delle lezioni di informatica applicata al giornalismo
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dal NUOVO GIORNALE di Piacenza |



Nonostante le vicissitudini della società hai scelto di rimanere aPiacenza. Cosa provi per questa città? Concluderai la tua carriera inbiancorosso?
L’ho detto più volte e continueròa ribadirlo, è troppo facile dimostrare l’amore per la squadra quando le cosevanno bene – risponde fieramente il capitano – bisogna essere coerenti con leproprie scelte, anche nei momenti difficili. Che io abbia sposato questamaglia e questa società non è più un mistero ormai. Non posso dire cheterminerò la carriera a Piacenza, perché non ho la sfera di cristallo,sicuramente qui mi trovo molto bene e mi sento come a casa.
Che legame hai con società e tifosi? Hai ricevuto qualche segno distima e di affetto dopo la tua decisione?
Il rapporto è molto buono. Certo,io sono una persona schietta, amo dire le cose come stanno, in faccia e senzapeli sulla lingua e questo non sempre sta bene a tutti. Chi mi frequenta datempo, però, conosce le mie qualità e ha finito col restarmi vicino. Sì, sonoarrivate molte lettere di affetto e di gratitudine da parte dei tifosi e questoovviamente non può che farmi piacere e inorgoglirmi.
Quali sono gli obiettivistagionali di questa squadra?
E’ ancora troppo presto per dirlo:la rosa non è ancora completa, adesso si possono fare solo previsioni daBar-sport che non hanno alcuna attendibilità. Alcune società sembrano piùavanti di noi, ma questo non è significativo. Dobbiamo aspettare almeno laripresa degli allenamenti per definire i traguardi stagionali; per ora speriamoche la squadra si completi nel migliore dei modi.
Conosci già qualcunodei nuovi arrivati?
Qualcuno sì, come Tencati, concui c’è un rapporto di stima reciproca; con altri ho semplicemente giocato comeavversario. Ci sarà tempo e modo per approfondire: come dicevo è ancora presto.
Hai scelto da tempodi rinunciare alla nazionale, sei pentito della tua decisione?

professionista della notizia, e in qualche misura depositario della verità, se non altro di quella che racconta nei suoi articoli: non vi è nulla di più sbagliato. Il giornalismo anglosassone separa in maniera netta le news e le views, cronaca e commento insomma. Se da una parte il giornalista riporta un fatto di cronaca cercando di attenersi ai fatti (rispondendo alle 5 w), dall'altra è suo preciso compito dare un giudizio, un commento per l'appunto al fatto. Eco e il suo "Guida all'interpretazione del linguaggio giornalistico" ci inseganano che per quanto si tenti di essere imparziali e aderenti ai fatti si da sempre un'interpretazione soggettiva. La notizia non è il fatto, ma è una sua interpretazione da parte del giornalista. Selezionare solo alcune notizie rispetto ad altre è già un lavoro di interpretazione. Il mito dell'obbiettività in America era crollato miseramente negli anni 30, negli anni della grande depressione economica: non bastava più il reporter, era ncessario " l'interpreter" cioè un giornalista che sapesse non solo raccontare i fatti ma anche darne un'interpretazione che li facesse apparire con una nuova luce agli occhi del lettore. Altro momento di crisi dell'obbiettvità frono gli anni '50 con il senatore McCarthy sfruttando la mancanza di critica sfoderava una serie di dichierazioni assolutamente false, che venivano riportate fedelmente, ma senza la presenza di una critica o un commento del giornalista finivano per passare per vere.
E' finita, e non è più possibile difendere l'indifendibile. 90 minuti che per i tifosi azzurri sono stati un Calvario. Subito sotto, per la terza volta consecutiva in Sudafrica, e poi il raddoppio della Slovacchia al 28' della ripresa. Non c'è più niente da fare. La squadra prova a reagire con Di Natale. Le tenui speranze sembrano infrangersi sull'ennesimo erroraccio difensivo degli italiani che si fanno sorprendere da una rimessa laterale, cosa che in genere non avviene nemmeno sui campi dell'oratorio.
Da domenica non si parlava d'altro, nelle strade, nelle case e purtroppo anche nelle aule palramentari a giudicare dalle ultime contestatissime dichierazioni del senatur Umberto Bossi che si è preso qualche tiratina di orecchie persino dai suoi alleati.
nessun evento, nessuna situazione che sia di per sè notiziabile. Ovviamente è assolutamente valida anche la considerazione opposta: non esiste nessuna viceda che sia per caratteristiche intrinseche esclusa a priori dal mondo dell'informazione.

Congratulazioni al "luminare" del calcio Domenech, Ct della nazionale francese, che odia l'italia e il nostro calcio e che a furia di brutte figure ha finito quasi per diventarci simpatico. Dopo a finale mondiale per i galletti è andato tutto storto, ricorderete tutti la qualificazione ottenuta per il rotto della cuffia contro l'Irlanda del Trap. (per altro con netto fallo di mano di Henry).Cos'è Intranet ?

Una qualsiasi rete aziendale - locale (LAN) o geografica (WAN) - su cui è possibile eseguire applicazioni Internet. La tecnologia Intranet consente un sistema di comunicazione interno ad una organizzazione, una sorta di Internet privata, utilizzando strumenti simili a quelli impiegati per Internet, con una caratteristica peculiare: l’accesso alle informazioni pubblicate è ristretto ai dipendenti - utenti autorizzati.
Internet e Intranet
Intranet è una rete privata all'interno di una singola organizzazione, Internet è una rete pubblica, aperta a tutti, estesa a livello mondiale. Entrambe possono-devono coesistere e i confini sono scarsi: modalità e strumenti di navigazione sono assolutamente identici. Un utente può navigare da un sito Intranet ad uno Internet in modo del tutto trasparente
Pur condividendo medesime tecnologie e protocolli, una Intranet rappresenta un ambiente sensibilmente diverso per i seguenti aspetti:
Applicazioni sviluppabili:
Tipici documenti che possono essere messi in linea: manualistica di vario genere (procedure, comportamenti sulla qualità, quick reference, help on-line, tutorial), normativa (testi di leggi), informazioni su programmi di benefit per dipendenti, annunci e newsletter aziendali, stampe di tabulati, informazioni di pianificazione, dati utente, materiali di vendita e di marketing, specifiche, listino prezzi, catalogo prodotti, rassegna stampa. E' possibile mettere in comune: dati di test, modelli di fogli elettronici e di altri documenti, modulistica, programmi software e utility, componenti e toolkit di programmazione. Le informazioni prodotte da un membro qualsiasi sono immediatamente disponibili a tutto il gruppo ed il loro insieme forma una "base di conoscenza" che diventa patrimonio aziendale.
La tecnologia Intranet offre un diverso approccio alla distribuzione di informazioni "solo se serve": consente di creare, pubblicare e gestire le informazioni a livello distribuito, direttamente da parte degli autori, non essendo necessario il ricorso a programmatori che approntino programmi di data entry o di reporting.
Caratteristica chiave è il differente atteggiamento culturale: la capacità di trasferire il controllo direttamente dal creatore dell'informazione agli utenti, i quali hanno la possibilità di ottenere ed usare facilmente l'informazione "solo se serve".
La pubblicazione risulta così separata dalla sua distribuzione e non è necessario che questa avvenga in automatico. Ciò si applica a modulistica, reporting, standard, verbali di riunioni, strumenti di supporto vendita, materiali di formazione e addestramento, pianificazioni, ed innumerevoli altri documenti che quotidianamente intasano la nostra scrivania (reale o virtuale). Come creatori di informazioni occorre abituarsi a pubblicare e non a distribuire. Come utenti di informazioni occorre abituarsi a definire quali informazioni ci occorrono e a ricercarle ed acquisirle in modo più attivo e responsabile "solo se serve”.


astrofico, sia per il numero elevato di morti, sia per il panico collettivo che travolse New York e il mondo intero. Molti cittadini Newyorkesi sentirono il bisogno in quei giorni drammatici di condividere la propria esperienza, le proprie paura e sofferenze. Il blog era lo strumento più adatto, anche perchè garantiva un bacino d'utenza potenzialmente globale.
un'altra pagina. La probabilità che questo utente visiti una pagina è il Page Rank." (definizione di Maiestrello "La parte abitata della rete").
ia può succedere di tutto. Sembra una frase fatta, eppure le vicende di tutti i confermano questa massima. L'ultima "buona" novella arriva direttamnte dal Senato, che approva una bella leggina a tutela della privacy, in particolare a quella dei mafiosi tanto cara alla Santanchè.
dall'i-pad: un misto di i-phone e computer con una connessione multimediale che cambierà il modo di essere connessi alla realtà. Infatti è dotato di una grande capacità di memoria, ottima fruibilità dei materiali multimediali, sarà come portarsi dietro pc, tv, biblioteche. Insomma una nuova possibilità di essere indipendenti e mobili. Forse l'unico inconveniente, oltre al costo (499 euro) e alle dimensioni, è il fatto che lo schermo si riempe in pochissimo tempo di antiestetiche ditate. Ed ecco che ritorna il problema dei costi, perchè una multinazionale come la Apple impone ai suoi clienti una quota fissa (0.70 o 1.39 euro) di downloading. Infatti anche la politica commerciale segue il costo delle applicazioni, dei servizi in modo da sostenere i bilanci.
elson Mandela non sarà presente alla prima partita del campionato del mondo di calcio che andrà in scena fra pochi minuti. La pro-nipote tredicenne Zenani Mandela si è spenta precocemente ieri sera al termine del concerto inaugurale. ancora da chiarire le circostanze del decesso avvenuto probabilmente per un incidente stradale.
Tra Cuneo e Piacenza non c'è mai stato buon sangue.
Però è più che giusto rendere merito ai neo-campioni d'Italia. E' indubbiamente una piazza che lo meritava perchè a livello di tifo non ha eguali in Italia, sebbene a volte il comportamento dei sostenitori piemontesi non sia proprio inccepibile. Se lo meritava la squadra, perchè Wijmans e compagni hanno dimostrato di essere la formzione più in forma del momento.
La formula prevedeva una finale secca, disputata a Bologna domenica scorsa.
Trento, l'altra finalista, cercava il grande slam dopo aver vinto per il secondo anno consecutivo la champions league, ma i campioni d'Europa dopo aver dominato il primo set sono stati travolti nei successivi tre parziali trascinati dall'abile regia del palleggiatore Nikola Grbic.
Il CoprAtlantide Piacenza l'anno scorso ha regalato ai suoi tifosi la soffisfazione più grande: lo scudetto. Dopo tanti titoli persi in finale finalmente gli uomini di coach Lorenzetti avevano permesso alla città di festeggiare il suo trionfo sportivo più importante.
Quella gara 5 con Trento sarà ricordata negli annali della pallavolo non solo nelle menti dei tifosi biancorossi, perchè combattutissima: sotto 2-0 gli emiliani recuperano punto dopo punto, set dopo set, e strappano lo scudetto dalle maglie degli avversari.
Ecco la gioia esplosa in quella notte di maggio...
Voi continuate a chiamarlo sport minore se volete, qui a Piacenza si respira pallavolo.
E rieccoci qui a due anni di distanza.
Spesso ci capita di dire questa frase, siamo perplessi per fatti, situazioni che non avremmo neppure pensato potessero aver luogo e che invece nel nostro paese si verificano puntualmente. Ieri ne è accaduto un altro che non ha potuto far a meno di suscitare l'ilarità di chi ne è venuto a conoscenza. Un giovane condannato in prima istanza a 16 mesi di reclusione per possesso di stupefacenti ora potrebbe vedere la sua pena scomparire in una polvere di fumo (tanto per restare in tema), magia degna di Houdini. Ma quello che suscita scalpore è la motivazione: il giovane appartiene ad una religione che consente l'utilizzo di marijuana per la concentrazione spirituale. La religione si chiama Rastafarianesimo, una religione ebraico-cristiana che considera l'etiope Ras Tafari (Haile Selassie) il secondo Cristo. Vogliamo scommettere che questa religione avra' molti nuovi fedeli?

Recentemente si è fatta largo l’ipotesi del ritorno del nucleare in Italia. Sebbene in termini economici que-sta a lungo termine possa risultare una politica effica-ce, ci sono alcune ragioni per contestarla.
In primo luogo la sicurezza. Il disastro di Cher-nobyl del 86 dimostra come l’esplosione di una cen-trale nucleare abbia conseguenze devastanti sia nell’immediato con migliaia di vittime, ma soprattutto a lungo termine a causa delle radiazioni. Nel rap-porto promosso da gruppi e personalità contrari al nu-cleare e presente nel sito di Greenpeace, si citano valori delle sole forme tumorali pari a 270 mila casi fra Ukraina, Bielorussia e Russia collegabili a Cher-nobyl. 93 mila riguardano persone destinate al deces-so.
Persino chi è a favore del nucleare è concorde sul fatto che la scienza non ha ancora trovato le risposte necessarie per poter condurre la costruzione e la con-duzione di una centrale in completa sicurezza. I favo-revoli sostengono che sia necessario costruire subito, poiché i tempi di costruzione sono lunghi e in questo periodo la scienza avrà trovato le risposte che cer-chiamo. Il ragionamento (induzione per analogia) è questo: dato che la scienza è progredita così tanto in diversi ambiti di indagine in questi anni, è molto pro-babile che progredisca rapidamente anche in questo settore. Si possono fare due obiezioni. La prima è che, anche ammettendo che questa conclusione sia probabile, pur sempre di un ragionamento induttivo si parla. Troppo poco se la posta in gioco sono deci-ne di migliaia di vite. Secondo è possibile formula-re induzioni di segno opposto, se ci limitiamo al no-stro paese, comunque convincenti. L’Italia inve-ste meno degli altri paesi europei nella ricerca (dato di fatto), per questa ragione molti buoni ricercatori han-no lasciato il paese, per cui è molto probabile che la scienza italiana non dia le risposte che cerchiamo o comunque che non le dia in tempi utili. Saremo quindi costretti a utilizzare tecnologia straniera.
La sicurezza militare è un altro punto dolente an-che considerando la situazione emersa con l’11 set-tembre. L’obbiettivo dei terroristi fu duplice: fre-nare l’economia occidentale, causare una strage anche in termini di vite umane. Chiaramente una centra-le nucleare è un bersaglio che risponde pericolosa-mente a questi requisiti e diventa quindi un bersaglio appetibile del terrorismo stesso.
C’è poi il problema dello smaltimento delle sco-rie. Nessuno, a livello mondiale, lo ha ancora ri-solto: per ora esistono solo centri di stoccaggio prov-visori. Inoltre prima dello stoccaggio le scorie de-vono essere trattate. In Italia non esiste alcun cen-tro attrezzato a questo scopo. Di conseguenza, nonostante la popolazione italiana abbia espresso il proprio no al nucleare nell’87 (ben l’80 % votò no), i tempi sono stati davvero lunghi: le scorie della centrale di Caorso ad esempio hanno iniziato ad essere trattate solamente l’anno scorso e, quando torneranno, rimane irrisolto il problema dell’individuazione del si-to di stoccaggio.
Anche dal punto di vista economico non è detto che il nucleare sia un vantaggio anzi nel breve periodo è molto probabile il contrario. L’uranio infatti è diventato un bene rarissimo. La sua scarsità, co-me ogni buona regola economica vorrebbe, fa aumen-tare vertiginosamente il suo prezzo. Possiamo permet-terci una spesa di questo tipo in un paese che non vive certo una fase di splendore economico?
Inoltre abbiamo, anche in questo caso due possi-bili scenari negativi: le riserve di materia prima possono esaurirsi in tempi brevi, i pochi Paesi con i giacimenti possono accordarsi per determinare un prezzo al di là delle leggi di mercato, esattamente come già accadde per il petrolio nel 1973.
Analiziamo ad esempio il sito di MEDICI SENZA FRONTIERE. Siamo ben lontani dai mondi di colore della Cocacola o di alcuni portali delle multinazionali più note. Sullo sfondo bianco si staglia un foglio nero tagliato sul lato sinistro. Le tre immagini che troviamo descrivono situazioni tragiche, o di povertà estrema, o di calamità naturale (come l'immagine dell'alluvione sulla destra). Nessun video quindi ma immagini agghiaccianti che fanno leva sull'emotività dell'utente. Appena sotto il testo lancia un messaggio di forte intensità emotiva, poche parole in cui quel SOSTIENICI finisce inevitabilmente per risaltare. Da qui abbiamo accesso alla donazione inserendo i nostri dati personali, ma possiamo anche informarci sulle attività dell'associazione: ad esempio sotto la voce "chi siamo" troviamo la storia di MSF, i riconoscimenti tra cui il premio nobel, lo statuto e cosa a mio modo di vedere molto corretta, il bilancio. Tornando alla home abbiamo accesso alle informazioni sull'attività dei Msf, sugli eventi.
Un altra associazione fondamentale a scopo benefico è Emergency di Gino strada. Anche qui non abbiamo video ma immagini ugualmente efficaci. Nella parte alta un medico di Emergency che sta visitando un paziente per fissare la sua protesi della gamba destra, in basso due bambini di colore ricoverati dal personale dell'associazione benefica. Anche qui abbiamo la possibilità di approfondire i programmi, gli eventi e naturalmente la storia di emergency. In più rispetto a medici senza frontiere nella parte bassa vediamo una serie di notizie in forma molto breve di agenza di stampa, che segnalano le news principali in campo umanitario del pianeta. Chi possiede i requisiti può sostenere emergency anche attivamente entrando a far parte del personale. ovviamente il sostegno che si richiede a tutti è quello di un contributo economico. Troviamo link ad alcuni video solo sulla destra: ad esempio il video della trasmissione "che tempo che fa" in cui Gino strada fu ospite.
Scrivendo associazione benefica sul motore di ricerca è facile trovare l'associazione aiutare i bambini onlus. Questa volta l'home si apre con un video di carica positiva in cui i volontari e i bambini si divertono in varie attività. per il resto anche qui si segue la falsariga di quanto detto fino adesso, possibilità quindi di approfondire la storia i programmi, gli incontri etc. in più. se devo fare una piccola critica gli altri siti di questo tipo mettono molto più in evidenza la parte in cui si coinvoge il destinatario o per una donazione o per un suo aiuto in prima linea. Qui abiamo solo un frame dedcato all'adozione a distanza, basta cliccare e approfondire per conoscere le regole e le modalità.
05.07.10 @ 20:31:46
da Admin
Crepi il fagiano.. sperando che l'esame ...
04.07.10 @ 21:08:15
da Admin
che bello lo vorrei io per ...
24.11.09 @ 13:47:43
da Rosaria bruni
Concordo con tua riflessione sulla pubblicità. ...
20.05.08 @ 18:10:24
da Admin
Anzitutto grazie perchè sei la prima ...
09.05.08 @ 09:53:11
da Admin