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dal NUOVO GIORNALE di Piacenza


Un Copra volley nuovo per vincere ancora

Vestirà la maglia biancorossa anche il piacentino Luca Tencati
Ormai possiamo dirlo con certezza, stiamo per leggere un nuovo capitolo della favola della pallavolo maschile piacentina. Adesso sembra scontato, a breve avremo la presentazione, ma fino a poco tempo fa il castello biancorosso sembrava crollare su sé stesso e c’è chi era pronto a scommettere che non mancasse tanto all’ultima pagina: i cambiamenti in Coprazienda, la crisi che investe con poche illustri eccezioni tutte le formazioni della serie A1 non davano buoni auspici. Quell’ultima pagina è ancora lontana, anche perché il protagonista della storia, Guido Molinaroli, nonostante tutto non è ancora stanco di scriverla stravolgendone la trama e condendola di nuovi personaggi, mantenendo, però, ben saldo il protagonista, capitan Zlatanov, a cui i “lettori” non mancheranno mai di essere grati. 

I nuovi arrivi. L’eredità di Meoni in regia viene raccolta dal cubano Javier Gonzales, giocatore di grande esperienza internazionale, che si è fatto notare nelle due stagioni a Cuneo (dal 2007 al 2009) e di cui si parla un gran bene, anche perché oltre all’indubbia qualità nel palleggio si accompagna una buona costanza al servizio, arma che nella pallavolo moderna risulta sempre più decisiva. Assieme a lui da Vibo Valentia  arriva anche Tencati, che piacentino lo è di nascita e che, dopo un gloriosa carriera alla Sisley Treviso dove ha vinto ben 6 scudetti e 3 coppe dei campioni, corona un altro piccolo sogno vestendo la maglia della squadra della sua città. Oltre al palmarès lascia ben sperare il fatto che l’intesa con Gonzales è già affinata; arrivano anche il giovane americano Philip Holt e soprattutto Andrea Semenzato che farà parte del sestetto titolare.
A far la voce grossa assieme al capitano, in fase offensiva, arriva Marcus Popp, schiacciatore 29enne tedesco che da diversi anni gioca nel nostro campionato (ex Montichiari-Verona e Forlì). 
L’opposto è un ruolo delicatissimo. La società è intervenuta sul mercato rilevando, dopo un testa a testa con la formazione russa del Kaliningrad, Marcus Nilsson ex opposto dell’Iraklis Salonicco in Grecia con cui si è tolto diverse soddisfazioni, fra cui il secondo posto in Champions League di due anni fa, quando la formazione ellenica fu battuta in finale da Trento.  Nella massima competizione europea è riuscito per altro ad aggiudicarsi il premio di miglior giocatore dell’edizione 2008/2009. Il libero è il nazionale ventiseienne Davide Marra, ex Esseti-Carilo Loreto. 
Da segnalare anche il buon lavoro svolto dal settore giovanile di cui la prima squadra inizia a raccogliere i frutti con la così detta linea verde: il palleggiatore 23enne Federico Boschi, il centrale ventenne Matteo Piano e lo schiacciatore 22enne Jacopo Massari, che faranno tutti parte del team.
Sono queste le pedine principali del nuovo scacchiere di Angelo Lorenzetti. La rosa non è sicuramente paragonabile a quelle di Trento, Cuneo e Macerata ma chissà che la favola non ci riservi nuovi colpi di scena.
Andrea Crosali
 

Admin · 97 visite · 7 commenti
02 Lug 2010

Mundial


Manca poco, domani alle 16 ora italiana andrà in scena la prima delle 4 semifinali, e che semifinale! Olanda-Brasile. I tulipani sfoggiano un calcio che ha distanze siderali rispetto a quello totale degli anni 80-90, ma con un attacco che fa paura solo a nominarlo: Snejder-Robben-Van Persie. Il Brasile ha finora vinto agevolmente, ma non ha mai convinto fino in fondo. Il mondiale arriva così alla sua fase finale. Difficile fare pronostici quando 5 delle otto squadre in corsa hanno tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo. La Germania multietnica che è tutto fuorchè tedesca, soprattutto nel gioco si intende, ha ritrovato una fantasia che sicuramente non è mai stata nel suo dna. Ozil è un fulmine di guerra, e già piace a tante squadre italiane fra cui l'Inter. L'Argentina è la superfavorita per la vittoria finale: tutti gli attaccanti vanno a segno, a parte uno, Messi, che tuttavia continua a creare occasioni da gol e a mandare in rete i compagni e probabilmente presto si sbloccherà. L'assenza di Zanetti e Cambiasso, che in Italia suona quasi come una bestemmia, in Argentina è passata in sordina e Dieguito, dopo una qualificazione pre-mondiale a dir poco disastrosa, sta riportando tutti dalla sua parte.
La Spagna ha il gioco del Barcellona, anche perchè ha molti rappresentanti della formazione Catalana fra le sua fila. Ha un possesso palla inarrestabile e una sicurezza imbarazzante: nemmeno Brasile e Olanda raggiungono percentuali simili. L'impressione è che gli iberici possano entrare in crisi in caso di svantaggio, ma in caso contrario hanno molti jolly da giocare, anche perchè il tabellone, nell'immediato, è per loro abbastanza favorevole.
In conclusione nonostante il fallimento della nazionale di Lippi e le trasmissioni Rai non proprio esaltanti, si respira aria mondiale a pieni polmoni, anzi la si soffia nelle vuvuzelas: proprio ieri un amico ne ha portata una in sala prove.
Admin · 45 visite · 4 commenti
01 Lug 2010

Spettacolare

Admin · 33 visite · 3 commenti
01 Lug 2010

TRASMISSIONI RAI SUL MONDIALE: INGUARDABILI

Le trasmissioni Rai sui mondiali di calcio non sono mai state il massimo della vita. Adesso abbiamo toccato veramente il punto più basso. Come prima cosa mi sembra inconcepibile che il servizio pubblico non garantisca le trasmissioni in chiaro di tutte le partite di un mondiale di calcio, specialmente adesso che le reti a disposizione sono molte di più con il digitale terrestre. Secondo, le poche cose che si vedono fanno francamente abbastanza pena. Trasmissioni come quella di Mazzocchi lasciano a dir poco perplessi. Faccio fatica a definirlo: è una cozzaglia di idee malriuscite. Passi che per allargare  il pubblico si cerchi di portare il discorso al di fuori del calcio, di schemi tecniche etc, ma in tal caso bisognerebbe scegliere conduttori in grado di farlo, non lasciare che lo facciano giornalisti sportivi, che, per inciso, già fanno a fatica il loro di lavoro.
Emblematica figura è quella di Marino Bartoletti, che riesce ad irritarmi con particolare disinvoltura, anche per questa apparente facciata di uomo d'altri tempi. Il saccente Marino non ha imbroccato un pronostico, nemmeno per sbaglio, durante le prime due giornate dei gironi, ma il baffuto opinionista non ha fatto una piega e ne fa anche meno quando si tratta di criticare gli altri, lui che nel 2006 era stato il più veloce a balzare sul carro dei vincitori. 
INSOPPORTABILE la figura femminile, voto 3. Non può parlare di calcio perchè non ne capisce nulla, prova a far ridere ma non è capace e  se tutto ciò non bastasse, risulta pure invadente.

La sera, nel post-partita andiamo anche peggio: Maurizio Costanzo e Galeazzi. Penso di non aver mai sentito tante banalità messe assieme in vita mia. Ieri sera il colmo, dopo la bella vittoria della Spagna sul Portogallo in una partita emozionante su cui c'era tanto da dire, sono riusciti a fare una puntata sull'opportunità di astenersi dalle prestazioni sessuali il giorno prima della partita. Penso veramete che, se il livello è questo, sarebbe molto meglio trasmettere solo le gare, che nonostante Salvatore Bagni, vanno via abbastanza lisce.

Admin · 27 visite · 1 commento
30 Giu 2010

Comincio a pensare che Angelo Pintus abbia ragione


Admin · 25 visite · 1 commento
29 Giu 2010

Ecco il motivo reale dell'eliminazione degli azzurri in Sudafrica.

Bruno ti vogliamo bene, rimarrai nei nostri cuori...
hai commentato tutti i mondiali dall'86 al 2002 (tutti quelli che abbiamo perso),
sei un pezzo di storia...ma c'era proprio bisogno di parlare?

Admin · 22 visite · 2 commenti
29 Giu 2010

Capitan Zlatanov ancora in biancorosso

ecco un mio articolo tratto dal Nuovo Giornale di Piacenza edizione del 11/06/2010

Il mercato estivo delCoprAtlantide si sta lentamente definendo, ma in qualsiasi modo si concluderànon potrà dirsi fallimentare! La permanenza del trentaquattrenne italo-bulgaroHristo Zlatanov in squadra è una garanzia per allenatore e tifosi, infatti tutticonoscono bene la sua costanza di rendimento e il suo indubbio attaccamentoalla maglia, consacrato da otto stagioni consecutive in biancorosso. Dopo lavittoria del tricolore, per i ragazzi è arrivata una stagione da dimenticare echiunque avrebbe avuto la tentazione di andare a cercare gloria altrove; non lui.

 Nonostante le vicissitudini della società hai scelto di rimanere aPiacenza. Cosa provi per questa città? Concluderai la tua carriera inbiancorosso?

L’ho detto più volte e continueròa ribadirlo, è troppo facile dimostrare l’amore per la squadra quando le cosevanno bene – risponde fieramente il capitano – bisogna essere coerenti con leproprie scelte, anche nei momenti difficili. Che io abbia sposato questamaglia e questa società non è più un mistero ormai. Non posso dire cheterminerò la carriera a Piacenza, perché non ho la sfera di cristallo,sicuramente qui mi trovo molto bene e mi sento come a casa.

 Che legame hai con società e tifosi? Hai ricevuto qualche segno distima e di affetto dopo la tua decisione?

Il rapporto è molto buono. Certo,io sono una persona schietta, amo dire le cose come stanno, in faccia e senzapeli sulla lingua e questo non sempre sta bene a tutti. Chi mi frequenta datempo, però, conosce le mie qualità e ha finito col restarmi vicino. Sì, sonoarrivate molte lettere di affetto e di gratitudine da parte dei tifosi e questoovviamente non può che farmi piacere e inorgoglirmi.  

 Quali sono gli obiettivistagionali di questa squadra?

E’ ancora troppo presto per dirlo:la rosa non è ancora completa, adesso si possono fare solo previsioni daBar-sport che non hanno alcuna attendibilità. Alcune società sembrano piùavanti di noi, ma questo non è significativo. Dobbiamo aspettare almeno laripresa degli allenamenti per definire i traguardi stagionali; per ora speriamoche la squadra si completi nel migliore dei modi.

 Conosci già qualcunodei nuovi arrivati?

Qualcuno sì, come Tencati, concui c’è un rapporto di stima reciproca; con altri ho semplicemente giocato comeavversario. Ci sarà tempo e modo per approfondire: come  dicevo è ancora presto.

 Hai scelto da tempodi rinunciare alla nazionale, sei pentito della tua decisione?

Assolutamente no. Fa parte dell’iter naturale di un atleta: eraimpossibile per il fisico continuare ininterrottamente sino ad ottobre, con unastagione ancora tutta da giocare. Sarei arrivato al prossimo autunno esausto.Fermarsi è stata la scelta giusta, anche per poter dare il massimo l’annosuccessivo. D’altra parte sono molto legato alla famiglia: non me la sentivo dilasciarli soli per un periodo così lungo, ho preferito prendermi un po’ ditempo da spendere con loro.


Admin · 21 visite · 2 commenti
29 Giu 2010

Le regole di George Orwell

regole
1 Mai usare una metafora, similitudine o altra parola che siete abituatia vedere pubblicate

2 Mai usare una parola lunga dove un parola breve funziona a dovere

3 Se è possibile eliminare una parola, eliminatela sempre


4 Mai usare il passivo dove si può usare la forma attiva

5 Mai usare un'espressione straniera se si può utilizzare un comune equivalente inglese (nel nostro caso italiano)

6 Infrangete queste regole al più presto, piuttosto che dire qualcosa che suoni barbaro.
Admin · 13 visite · 0 commenti
25 Giu 2010

L'obbiettività non esiste (I Papuzzi)

fino a poco tempo fa il giornalista veniva visto nell'immaginario collettivo come unarbitro professionista della notizia, e in qualche misura depositario della verità, se non altro di quella che racconta nei suoi articoli: non vi è nulla di più sbagliato. Il giornalismo anglosassone separa in maniera netta le news e le views, cronaca e commento insomma. Se da una parte il giornalista riporta un fatto di cronaca cercando di attenersi ai fatti (rispondendo alle 5 w), dall'altra è suo preciso compito dare un giudizio, un commento per l'appunto al fatto. Eco e il suo "Guida all'interpretazione del linguaggio giornalistico" ci inseganano che per quanto si tenti di essere imparziali e aderenti ai fatti si da sempre un'interpretazione soggettiva. La notizia non è il fatto, ma è una sua interpretazione da parte del giornalista. Selezionare solo alcune notizie rispetto ad altre è già un lavoro di interpretazione. Il mito dell'obbiettività in America era crollato miseramente negli anni 30, negli anni della grande depressione economica: non bastava più il reporter, era ncessario " l'interpreter" cioè un giornalista che sapesse non solo raccontare i fatti ma anche darne un'interpretazione che li facesse apparire con una nuova luce agli occhi del lettore. Altro momento di crisi dell'obbiettvità frono gli anni '50 con il senatore McCarthy sfruttando la mancanza di critica sfoderava una serie di dichierazioni assolutamente false, che venivano riportate  fedelmente, ma senza la presenza di una critica o un commento del giornalista finivano per passare per vere.
Oggi l'obbietività è solamente un'utopia sostituita da un altro valore: l'onestà. COmpito del giornalista è garantire al lettore di non abusare della sua soggettività o punto di vista, ma mantenere un minimo di adesione alla realtà, senza creare distorsioni. In particolare il giornalista moderno deve salvaguardare due punti: accuracy (ovvero la completezza della notizia) e fairness (far sì che anche il lettore possa farsi un'opignone autonoma sulla vicenda).
Admin · 13 visite · 0 commenti
25 Giu 2010

Domenech, veniamo a farti compagnia...volendo gli ottavi li guardiamo assieme...

toni si disperaE' finita, e non è più possibile difendere l'indifendibile. 90 minuti che per i tifosi azzurri sono stati un Calvario. Subito sotto, per la terza volta consecutiva in Sudafrica, e poi il raddoppio della Slovacchia al 28' della ripresa. Non c'è più niente da fare. La squadra prova a reagire con Di Natale. Le tenui speranze sembrano infrangersi sull'ennesimo erroraccio difensivo degli italiani che si fanno sorprendere da una rimessa laterale, cosa che in genere non avviene nemmeno sui campi dell'oratorio.
Mancono 10 minuti e sembra tutto finito, Quagliarella pesca la classica "foglia morta" da fuori area: un bel pallonetto che riapre la partita. L'italia finalmente imposta il gioco, ma ormai è davvero troppo tardi. Pepe si divora il 3-3 che ci avrebbe permesso di passare il turno. Una pessima figura per chi doveva difendere il campionato del mondo vinto 4 anni fa. Resta tanto rammarico vedendo come nel finale il ritmo degli azzurri sia stato decisamente più sostenuto che per tutta la durata della partita.
Admin · 16 visite · 0 commenti
24 Giu 2010

FORZA AZZURRI

Marcello LippiDa domenica non si parlava d'altro, nelle strade, nelle case e purtroppo anche nelle aule palramentari a giudicare dalle ultime contestatissime dichierazioni del senatur Umberto Bossi che si è preso qualche tiratina di orecchie persino dai suoi alleati.
Finalmente il giorno è arrivato, le chiacchiere saranno completamente coperte dal rumore delle vuvuzelas e da ciò che avverrà sul rettangolo di gioco. Tutto quello he si è detto, pensato ipotizzato non conta pù niente adesso. Gli azzurri campioni del mondo 4 anni fa nel mondiale tedesco rischiano l'eliminazione in un girone più che abbordabile. Nonostante tutto Lippi rimane fiducioso e cerca di riparare la squadra dagli attacchi a volte eccessivi di una stampa che sembra avergli voltato le spalle.
Le premesse non sono delle migliori, la difesa non è certo quella di 4 anni orsono e sicuramente l'assenza di un giocatore di fantasia poterbbe costare cara. Tuttavia chi accusa il mister di aver lasciato a casa Cassano e Balotelli? Gli stessi che hanno utilizzato il pugno duro quando c'era da contestare l'atteggiamento non proprio condivisibile di questi due fuoriclasse.
E' troppo facile riempirsi la bocca di belle parole, dire che bisogna essere campioni in campo e fuori, poi quando le cose non vanno rimangiarsi tutto: ci vuole un minimo di coerenza.
E adesso tutti davanti alla tele ad ascoltare l'inno!                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              
Admin · 16 visite · 0 commenti
24 Giu 2010

I valori notizia

ripasso per gli esami...
Con il mondo di internet ce ne rendiaom sempre più conto: non c'è nessun fatto, giornalista indaffaratanessun evento, nessuna situazione che sia di per sè notiziabile. Ovviamente è assolutamente valida anche la considerazione opposta: non esiste nessuna viceda che sia per caratteristiche intrinseche esclusa a priori dal mondo dell'informazione.
Come si scelgono le notizie? 
Ogni giorno ad ogni redazione arrivano centinaia e centinaia di flash o take di agenzie di stampa, come decidere su quali focalizzarsi e quali tralasciare?
La risposta più ovvia è che anzitutto bisogna prendere in considerazione la testata di riferimento ed il suo target, quindi immedesimarsi nel pubblico e cercare di capire cosa possa essere di suo intaresse.
Fatta questa premessa, esistono però alcuni valori notizia che possono aiutare il giornalista a svolgere il suo lavoro di selezione.

1 La novità (più l'evento si avvicina all'ora x della chiusura del giornale più ha chance di essere pubblicato)
2 La drammaticità (bad news are good news) più sono i danni, le vittime, più la notizia suscita intaresse
3 la dimensione: un conto è un incidente d'auto in un paese di provincia, un conto è lo stesso evento in una grande città. Più persone coinvolge più è notiziabile
4 la comunicabilità
5 human interest: il carico emotivo. Accade soprattutto per le soft news o per la cronaca rosa, entrano in gioco anche elementi psicologici emotivi
6 conflittualità: se vi sono poszioni diverse su un tema è bene ricreare questo tipo di confronto/scontro che tiene viva l'attenzione del lettore
7 leadership: i personaggi noti o importanti fanno sempre notizia
8 idea di progresso
9 vicinanza: (non solo fisica, ma anche ideale, culturale)
10 conseguenze pratiche: sono notizie meno importanti che consentono tuttavia al lettore di avere un beneficio pratico nella vita di tutti i giorni.



vedi "Professione giornalista" di Alberto Papuzzi
Admin · 27 visite · 0 commenti
24 Giu 2010

ALLEZ LES BLEUS...ALLEZ CHEZ VOUS



Francia 0 

Messico 2





Congratulazioni al "luminare" del calcio Domenech, Ct della nazionale francese, che odia l'italia e il nostro calcio e che a furia di brutte figure ha finito quasi per diventarci simpatico. Dopo a finale mondiale per i galletti è andato tutto storto, ricorderete tutti la qualificazione ottenuta per il rotto della cuffia contro l'Irlanda del Trap. (per altro con netto fallo di mano di Henry).
Il mondiale inizia subito male per i transalpini che raccolgono soltanto un punto nel match d'apertura. 
Oggi la disfatta, una sconfitta per altro meritatissima per mano di un Messico ben messo in campo e dall'ottima condizione atletica.
Francia spaesata, assente, inconcludente che ricorda quella del 2002 (che uscì dal mondiale con 0 gol all'attivo).
Non è ancora matematico, ma ai rivali di sempre serve un miracolo sportivo per passare il turno.
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17 Giu 2010

Intranet e Internet

di Alessandro Zanelli




ALLE SPALLE DI INTERNET: INTRANET

Cos'è Intranet ?

Una qualsiasi rete aziendale - locale (LAN) o geografica (WAN) - su cui è possibile eseguire applicazioni Internet. La tecnologia Intranet consente un sistema di comunicazione interno ad una organizzazione, una sorta di Internet privata, utilizzando strumenti simili a quelli impiegati per Internet, con una caratteristica peculiare: l’accesso alle informazioni pubblicate è ristretto ai dipendenti - utenti autorizzati.

Internet e Intranet

Intranet è una rete privata all'interno di una singola organizzazione, Internet è una rete pubblica, aperta a tutti, estesa a livello mondiale. Entrambe possono-devono coesistere e i confini sono scarsi: modalità e strumenti di navigazione sono assolutamente identici. Un utente può navigare da un sito Intranet ad uno Internet in modo del tutto trasparente

Pur condividendo medesime tecnologie e protocolli, una Intranet rappresenta un ambiente sensibilmente diverso per i seguenti aspetti:

  • Sicurezza
    Intranet è accessibile solo da persone autorizzate, 
    quindi è protetta dall’esterno tramite opportuni dispositivi (firewall) che impediscono l’accesso ad intrusi, consentendolo solo agli autorizzati (membri di una certa azienda od organizzazione).
    Il controllo del traffico è bidirezionale: è possibile impedirlo sia in ingresso (da Internet a Intranet) che in uscita (dalla Intranet a Internet).
  • Velocità
    Internet usa linee di comunicazione pubbliche, Intranet dedicate o private, quindi consente un diretto controllo sull'intensità del traffico e sulla velocità dei vari nodi della rete, garantendo velocità sensibilmente superiori a quelle ottenibili su Internet.
  • Patrimonio informativo esistente
    Le informazioni su Internet sono le più varie ed imprevedibili. Viceversa, quelle poste su una Intranet sono soggette a maggior controllo: consentono di migliorare la condivisione del patrimonio informativo all'interno di una azienda, aumentare il livello di comunicazione e di produttività degli utenti, tagliare i costi di gestione del sistema.

    Applicazioni sviluppabili:

    1. legate alla vendita ed al marketing;
    2. legate allo sviluppo di prodotti;
    3. per servizi e supporto clienti;
    4. per la gestione del personale;
    5. finanziarie;
    6. per la formazione e l'addestramento.

    Tipici documenti che possono essere messi in linea:  manualistica di vario genere (procedure, comportamenti sulla qualità, quick reference, help on-line, tutorial), normativa (testi di leggi), informazioni su programmi di benefit per dipendenti, annunci e newsletter aziendali, stampe di tabulati, informazioni di pianificazione, dati utente, materiali di vendita e di marketing, specifiche, listino prezzi, catalogo prodotti, rassegna stampa. E' possibile mettere in comune: dati di test, modelli di fogli elettronici e di altri documenti, modulistica, programmi software e utility, componenti e toolkit di programmazione. Le informazioni prodotte da un membro qualsiasi sono immediatamente disponibili a tutto il gruppo ed il loro insieme forma una "base di conoscenza" che diventa patrimonio aziendale.

La tecnologia Intranet offre un diverso approccio alla distribuzione di informazioni "solo se serve": consente di creare, pubblicare e gestire le informazioni a livello distribuito, direttamente da parte degli autori, non essendo necessario il ricorso a programmatori che approntino programmi di data entry o di reporting.

Caratteristica chiave è il differente atteggiamento culturale:  la capacità di trasferire il controllo direttamente dal creatore dell'informazione agli utenti, i quali hanno la possibilità di ottenere ed usare facilmente l'informazione "solo se serve".

La pubblicazione risulta così separata dalla sua distribuzione e non è necessario che questa avvenga in automatico. Ciò si applica a modulistica, reporting, standard, verbali di riunioni, strumenti di supporto vendita, materiali di formazione e addestramento, pianificazioni, ed innumerevoli altri documenti che quotidianamente intasano la nostra scrivania (reale o virtuale). Come creatori di informazioni occorre abituarsi a pubblicare e non a distribuire. Come utenti di informazioni occorre abituarsi a definire quali informazioni ci occorrono e a ricercarle ed acquisirle in modo più attivo e responsabile "solo se serve”.

Admin · 18 visite · 0 commenti
15 Giu 2010

Diversità tra giornali web e cartacei

DI ANDREA VIGHI




Tra «Corriere della Sera» e «Repubblica», nelle rispettive edizioni cartacee, ci sono ormai soltanto 30.000 copie di differenza in merito al numero delle copie vendute. Pochissime. Questo potrebbe far pensare che l’informazione dei quotidiani cartacei abbia raggiunto un livello talmente soddisfacente che la tiratura si è omogeneizzata perché la qualità delle notizie ha raggiunto il suo grado massimo. Non è così.
L’enorme problema dei quotidiani cartacei è che questi non riescono a stare al passo coi tempi. O meglio, coi siti web. Questi ultimi, infatti, lavorano 24 ore su 24. Il giornale cartaceo ha quindi puntato sull’approfondimento. Tuttavia i siti web, se fatti bene, offrono anche questo. Il vero tallone d’Achille dei siti web è che spesso danno una notizia senza verificarla. Ad esempio, negli USA riportano notizie su allarmi bomba che spesso si rivelano infondati. Altro punto a favore dei siti web è che questi possono aggiornare in tempo reale grafici, cartine, video e fotografie.

Il problema delle testate web italiane è che i loro editori sono andati sempre al risparmio. Le redazioni di «Repubblica» e «Corriere» sono estremamente ridotte rispetto a quelle del giornale cartaceo. In poche parole 20 persone si ritrovano a fare il lavoro di 100. Se poi il giornale cartaceo ha dei momenti di riposo (le redazioni cominciano a lavorare alle 10 del mattino), quello internet lavora sempre. Per le redazioni web ci sono dunque poche persone e tanto lavoro che si risolve in un asettico copia e incolla. Risultato: molte notizie pubblicate sono inesatte. L’unica soluzione sarebbe quella di ingrossare le redazioni. Perché, invece, le redazioni rimangono ridotte? Perché non si sono trovate fonti di investimento adeguate. E così le redazioni web si ritrovano a fare sempre di più il doppio lavoro.

Qualche quotidiano ha provato a rendere la consultazione dei giornali on-line a pagamento. In questo caso, però, sono crollate le visite ai siti e, di conseguenza, anche gli introiti derivanti dalla vendita degli spazi pubblicitari.
Admin · 35 visite · 1 commento
13 Giu 2010

Report sulla legge bavaglio

Admin · 31 visite · 2 commenti
13 Giu 2010

Blog o non blog?




I blog sono molto diversi fra loro, per argomento, template, target etc etc.
tuttavia è possibile riscontrare alcune caratteristiche comuni che consentono di capire meglio cosa contraddistingua questo particolare spazio virtuale.

A) E' scritto da una persona (più raramente da più persone) dall'identità riconoscibile e distintiva, anche se spesso coperta da nickname

B) è aggiornato periodicamente, spesso con cadenza quotidiana

C) è caratterizzato da articoli (chiamati post), che hanno un data dipubblicazione (spesso un titolo e l'indicazione dell'autore)

D) i post seguono un criterio cronologico inverso, il testo più recente precede quello meno recente

E) I post sono conservati in archivi organizzati per mesi o per argomenti, e sono forniti di link permanenti

F) presenta modalità più o meno accentuate di interattività col lettore.
Admin · 16 visite · 0 commenti
13 Giu 2010

blogsfera

Due anni orsono mi sono cimentato in una tesi che trattava dei blog d'informazione e più in generale delle peculiarità del blog.
Granieri sosteneva che i primissimi blogger nella seconda metà degli anni nvanta erano visti quasi come marziani, tanto era sporadico e poco conosciuto il fenomeno. La connessione costava tantissimo e l'analfabetismo informatico era molto diffuso. Le cose cambiarono drasticamente col nuovo millenio a partire dal 11 settembre 2001. L'attacco alle Torri Gemelle fù un evento catastrofico, sia per il numero elevato di morti, sia per il panico collettivo che travolse New York e il mondo intero. Molti cittadini Newyorkesi sentirono il bisogno in quei giorni drammatici di condividere la propria esperienza, le proprie paura e sofferenze. Il blog era lo strumento più adatto, anche perchè garantiva un bacino d'utenza potenzialmente globale.
Questo fa riflettere anche sul significato stesso del termine. Il sostantivo Blog è stato coniato da Jorn Barger il 17 dicembre del 1997 e significa letteramente "diario di bordo". Per cui come in un diario possiaom annotare le nostre esperienze, certo questo ci porterebbe ad essere gli unici lettori di noi stessi.
Infatti tantissimi blog sono tenuti esattamente come si fa con un diario. Per avere visibilità però non è questa la strada da seguire. Nel 2008 (anno della tesi) i blog erano circa 112 milioni, la blogsfera (ovvero l'insieme dei blog) tende a raddoppiare numericamente ogni sei mesi. Capiamo bene che di fronte a numeri come questi l'impressione che potremmo trarre è qella di un enorme stanza affollatissima in cui non si capisce più nulla. E' lo stesso problema dell'information overload. Tuttavia la blogsfera è tutt'altro che anarchica, anzi è gerarchica e meritocratica. Ci sono strumenti e criteri che facilitano enormente l'ultente nel suo lavoro di ricerca. Uno di questi è il Page Rank di google.
"Page Rank può essere pensato come modello di comportamento dell'utente. Ipotizziamo che ci sia un navigatore casuale, che parte da una pagina web a caso e omincia a cliccare sui link, non tornando mai indietro ma, eventualmente, annoiandosi e ripartendo da un'altra pagina. La probabilità che questo utente visiti una pagina è il Page Rank." (definizione di Maiestrello "La parte abitata della rete").
Esistono poi altri strumenti molto utili come Technorati. 
Tendenzialmente nella blogsfera piove sempre sul bagnato: più utenti accedono al mio Url, più avanzerò nelle graduatorie; più avanzo nelle graduatorie, più avrò chance di incrementare gli accessi.
Potremmo descrivere la blogsfera come una piramide, dove una piccolissima nicchia di blogger detiene la quasi totalità degli accessi
La democrazia della rete consiste nl fatto che chiunque può potenzialmente raggiungere i piani alti di questa piramide.
Admin · 15 visite · 0 commenti
13 Giu 2010

Symphony x, " the serpent's kiss"

Rincaro la dose con un capolavoro. Se vi piace vi consiglio di cercarvi su Youtube anche "the walls of babylon" perchè merita.


Admin · 15 visite · 0 commenti
12 Giu 2010

Symphony x

Questo post è dedicato a tutti quelli che vedendomi girare con la maglietta di questa band sottovalutata come poche altre continuano a chiedermi chi diavolo siano i Symphony x
bene ragazzi questo è il chitarrista...il "piccolo" e "lento" Micheal Romeo...giudicate voi...




Admin · 13 visite · 0 commenti
12 Giu 2010

No alla legge bavaglio


In Italia può succedere di tutto. Sembra una frase fatta, eppure le vicende di tutti i  confermano questa massima. L'ultima "buona" novella arriva direttamnte dal Senato, che approva una bella leggina a tutela della privacy, in particolare a quella dei mafiosi tanto cara alla Santanchè.





In nessun paese democratico ci si sognerebbe neppure di limitare l'uso delle intercettazioni 
funzionali alle indagini, in Italia invece succede.
Limitazioni di spazio (in alcuni luoghi non possno essere utilizzate), di tempo (dopo un tot di tempo
devono essere interrote) ed altro ancora.
Togliere alla giustizia un'arma così potente nella guerra alla criminalità e alle mafie è un auotogol
clamoroso. Per fortuna non è passato inosservato: molti quotidiani hanno presentato spazi bianchi 
in segno di protesta e di lutto. 
Anche alcuni telegiornali hanno seguito l'esempio:
Ecco l'edizione di ieri di SkyTG24


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12 Giu 2010

l'IPAD

quando si parla di convergenza multimediale edi multitasking (possibilità di svolgere azioni diverse contemporaneamente) si pensa a tutta una serie di strumenti tecnologici che ha avuto nel giro di pochissimi anni un'evoluzione senza precedenti: prima i telefonini (sempre più potenti, in grado di connettersi ad internet, inviare mail, fare filmati, foto di alta qualità etc.), poi l'I-Pod per la musia, l'I-phone che è un vero e propro computer tascabile (forse la cosa che gli riesce meno è proprio la classica telefonata), ora siamo arrivati all'I-pad.
L'ultimo progetto Apple, pubblicizzato in tutte le salse, mette insieme le peculiarità positive dei predecessori. Possibilità di connettersi ad internet, di avere una serie di programmi come con un pc, di gestire gli mp3 come l'i-pod etc etc. Si sviluppa la tecnologia touch-screen che rende più confortevole ed immediata la navigazione.


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11 Giu 2010

COPYRIGHT E PRIVACY

DAL BLOG DI ANNA GUIDAZZI

Internet deve essere gratuito, per definizione è gratuito, perchè è una rete, creata inizialmente per ragioni militari, poi messa a disposizione di tutti per ragioni di facilitazioni e comunicazioni. Con l'aumento dei costi e il calo del mercato, serve un ritorno economico che si ottiene facendo pagare le notizie. Inoltre tutto cambia molto rapidamente. Sarà sufficiente pensare allo smartphone (il telefono intelligente che ci permette di scaricare video, immagini, documenti) che sta per essere superato dall'i-pad: un misto di i-phone e computer con una connessione multimediale che cambierà il modo di essere connessi alla realtà. Infatti è dotato di una grande capacità di memoria, ottima fruibilità dei materiali multimediali, sarà come portarsi dietro pc, tv, biblioteche. Insomma una nuova possibilità di essere indipendenti e mobili. Forse l'unico inconveniente, oltre al costo (499 euro) e alle dimensioni, è il fatto che lo schermo si riempe in pochissimo tempo di antiestetiche ditate. Ed ecco che ritorna il problema dei costi, perchè una multinazionale come la Apple impone ai suoi clienti una quota fissa (0.70 o 1.39 euro) di downloading. Infatti anche la politica commerciale segue il costo delle applicazioni, dei servizi in modo da sostenere i bilanci.
Al tema della gratuità si collega anche un problema di etica professionale: la questione del modo di scrivere. Se il contributo editoriale non è pagato, allora l'autore sarà portato a utilizzare il suo consueto stile o invece si limiterà a dare la notizia, con uno stile asciutto e senza approfondimenti?
L'odierno dibattito è fortemente orientato verso la gratuità: lo spazio e il tempo sono gratuiti. I filosofi del web e i guru dell'editoria sostengono che sia utile e giusto non far pagare i contenuti. Risulta chiaro che da un punto di vista editoriale questa politica equivale a un suicidio. Forse è meglio dare gratuitamente la breaking news e far pagare il contributo intellettuale, dietro il quale c'è un lavoro e un costo. I primi  a sbagliare sono stati proprio gli editori che inizialmente sono stati presi e contagiati da un impeto di generosità, scatenando così una corsa alla gratuità dei servizi offerti che si è trasformata in una corsa al massacro. La soluzione risiede forse nell'evitare di riempire il web con giustapposizioni spesso non logiche e creare invece dei percorsi veramente fruibili dall'utente.
A questo punto il prof. ci chiede che cos'è Google. Il compito per la prossima settimana è proprio un approfondimento su Google, sulle critiche ricevute, sulla sua filosofia e sui servizi offerti. Google non è un motore di ricerca (come ho vagamente pensato io!) ma una multinazionale che produce servizi per internet e a tutti i livelli: servizi, browser, applicazioni. Google ha fatto credere ai suoi utenti di essere un motore di ricerca, ha cambiato la nostra vita, velocizzandola. Questa azienda fa pagare i suoi servizi, e anche molto! Ne è un esempio l'indicizzazione di una pagina che segue determinati algoritmi che permettono di condensare la stringa dell'url in modo da essere nelle prime posizioni di classifica. Si tratta di spazi infinitesimali ma fondamentali per l'accesso degli utenti e di conseguenza per il business e il consenso. La parte visibile di Google è gratuita, la parte di controllo e la piattaforma sono nascoste e non trasparenti. Spesso si aprono inserzioni pubblicitarie che l'utente non ha necessariamente richiesto, si dà una sorta di consenso automatico. Sono diverse le critiche e le accuse ricevute da Google perchè vari servizi riportano le notizie senza citare le fonti.
Strettamente legato al tema della gratuità è il problema deldiritto d'autore. Se si copia una notizia e la si mette a disposizione di tutti senza dare un riconoscimento all'autore del servizio, si commette una violazione del copyright. Visto che la rete non ha confini, a livello giuridico è molto difficile individuare e accusare qualcuno della violazione. A questo va aggiunto il fatto che non esiste una legge veramente completa, attuale e affidabile per il diritto d'autore. Ne è un esempio il sito della Camera dei deputati dove nella sezione della rassegna stampa si possono leggere tutte le prime pagine dei quotidiani. Se un'istituzione come il Parlamento non rispetta le leggi, vuol dire che manca una direttiva seria, si tratta di un problema trasversale e fuori controllo.
Nei paesi della UE ci sono stati dei tentativi di legge, spesso falliti per incostituzionalità, come in Francia. Sarkozy si è fatto promotore di una legge che puniva chi scaricava illegalmente files, alla terza ammonizione la connessione veniva interrotta dall'autorità. La Corte Costituzionale francese ha dichiarato l'incostituzionalità di questa legge. 
Si passa poi da un estremo all'altro, come in Italia con il progetto di legge che voleva far registrare i blog come testate giornalistiche. Servono delle regole per tutelare internet, se no si rischia di ottenere una sorta di discount dove non c'è selezione e manca la qualità e una certa offerta.
Connesso al tema del copyright e del copyleft (ovvero la gratuità di tutti i documenti) è il diritto alla privacy(questa tematica dovrà essere oggetto di approfondimenti insieme a Google). La legge sulla privacy cambia da paese a paese anche se c'è un protocollo comune gestito dal garante europeo. Sul web un esempio di lesione della privacy è far sparire (si può recuperare) qualche documento, si può quindi colpire qualcuno/qualcosa e togliere subito la mano. C'è un problema di tracciabilità e di difficoltà a ricondurre agli autori. Famoso è il caso del video pubblicato su Youtube dove dei ragazzi picchiano un coetaneo disabile. Il video è stato subito rimosso, in ogni caso è stato visto da molte persone. La colpa è quindi di Google che non ha controllato. Il giudice infatti ha condannato Google, perchè dal momento che un'azienda si fa carico di mettere tutto sul web, allora di conseguenza deve anche controllare tutto. Bisogna stare molto attenti e la stessa cosa vale per i social network
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11 Giu 2010

Il mondo è con Mandela

Nelson Mandela non sarà presente alla prima partita del campionato del mondo di calcio che andrà in scena fra pochi minuti. La pro-nipote tredicenne Zenani Mandela si è spenta precocemente ieri sera al termine del concerto inaugurale. ancora da chiarire le circostanze del decesso avvenuto probabilmente per un incidente stradale.
Quello che doveva essere, e che nonostante tutto in parte rimarrà, un giorno di festa è stato irrimediabilmente segnato. La notizia ha fatto il giro del mondo anche per il significato simbolico che la presenza di Mandela avrebbe avuto, lui che tramite lo sport(in particolare il rugby) aveva saputo abbattere le barriere raziali in un paese martoriato dall'Apartheid.
Non è il primo evento calcistico importante nel paese, in effetti già nel 96 qui si disputò per la prima volta la Coppa d'Africa, poi vinta dalla formazione di casa (trasmessa all'epoca da tmc). 
Sarebbe stato bello vederlo festante oggi, data d'inizio del primo mondiale nel continente africano, non sarà così, per lo meno fisicamente, ma al calcio d'inizio tutti spenderanno un pensiero per chi ha reso veramente grande il Sudafrica. 

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11 Giu 2010

Giornalismo on-line, sintesi e lotta contro il tempo PART II

LE FONDAMENTALI DIFFERENZE TRA GIORNALISMO CARTACEO E DIGITALE

negli ultimi anni la tecnologia legata al mondo dell'editoria ha fatto passi da gigante grazie alla digitalizzazione dell'informazione. non esiste più alcuna attività editoriale senza l'ausilio della tecnologia digitale. dall'impaginazione all'invio di dati e files, dalla distribuzione dei giornali nelle edicole alla fornitura di carta, la tecnologia digitale è ormai onnipresente e abbrevia enormemente i tempi di fruizione della notizia.
anche quelli che comunemente vengono intesi come svantaggi dovuti alla tecnologia, possono in realtà rivelare chiavi di lettura diverse e/o particolari. la "sovrabbondanza di notizie", ad esempio, se da un lato si tramuta nel rischio per il navigatore di immagazzinare dati inautentici o superflui, dall'altro lato è moderata dal fatto che le notizie sono di sovente replicate e quindi perlopiù simili. un esempio lampante lo costituisce google news, attraverso il quale è possibile constatare facilmente come le notizie diffuse dalle agenzie di stampa siano praticamente identiche. altro esempio è costituito da italianews, un sito-contenitore che "raccoglie" le news di ben 10 quotidiani, il cui elenco è visibile nella foto qui a destragoogle news e italianews sono dueaggregatori, ovvero pagine web che, per l'appunto, consentono l'accesso a più quotidiani online.
un altro presunto "svantaggio tecnologico" consiste nella possibilità di incappare nelle così dette "bufale": in questo caso è l'utente a dover perfezionare una capacità selettiva delle notizie diffuse. l'utente, infatti, è il vero "controllore" del web, a differenza di quanto accade con un giornale stampato. sulla rete non esiste una mediazione delle notizie, che a causa della velocità di trasmissione non vengono verificate nè approvate. questo meccanismo aggrava il compito di controllo dell'utente, che attraverso le proprie personali ricerche può certificare la veridicità di una notizia: si tratta di una possibilità impensabile fino a dieci anni fa, quando il monopolio della notizia esercitato dalla televisione e dal giornale cartaceo impediva qualunque tipo di riscontro. la rete non può "ingannare": in rete si può scoprire chi mente o copia e selezionare personalmente le proprie fonti. 
la qualità delle informazioni si incrocia con la quantità del tempo a disposizione per trovarle. l'utente compie un'operazione di vero e proprio editing, sceglie quanto e quando sapere, e può decidere di indirizzare le proprie conoscenze in base al riscontro sociale che esse ottengono.
è difficile, dunque, essere giornalista nell'era digitale: quale che sia la portata di un suo intervento, risulterebbe superato dopo breve tempo. un giornalista digitale deve innanzitutto essere dotato di capacità di sintesi. ovviamente non si tratta della sintesi estrema cui è arrivato il linguaggio digitale degli sms (e talvolta delle e-mail), un linguaggio che negli anni ha sviluppato un vero e proprio vocabolario fatto di acronimi, abbreviazioni, parole prive di vocali, ecc. la "sintesi on web" implica una grande conoscenza dell'argomento compendiato per poterlo trattare con competenza in uno spazio breve. a contorno dell'articolo di base viene enucleata una serie di approfondimenti, anche lunghi e complessi, attraverso la logica del multitasking: il navigatore può seguire una traccia personalizzata di "briciole di pane" (breadcrumps), ossia una catena multimediale (foto, audio, video) che permette al navigatore di accedere a nuove informazioni sullo stesso argomento o su argomenti correlati.
la sintesi invece non viene richiesta nel giornalismo tradizionale. il giornalista cartaceo deve rispettare tempi che sono comunque più lunghi rispetto al giornalismo online. sul web infatti tutto si gioca sulla velocità, sull'immediatezza. la corsa contro il tempo induce spesso i siti di informazione a limitarsi a un mero "copia&incolla" delle note-stampa o delle agenzie di stampa. le informazioni diventano un rimpasto privo di modifiche (o con pochi interventi) di notizie lanciate da qualche altro sito. non c'è tempo per l'interpretazione, l'analisi o la verifica, ma solo per il lancio delle notizie.
fondamentale in questo ambito diventa il ruolo dei redattori di desk, che si occupano della lettura dei lanci di agenzia, dei comunicati, delle note. tuttavia, mentre il redattore cartaceo ha tutto il tempo di selezionare e rivedere le notizie, il redattore online si converte in una sorta di "postino tecnologico", che trasporta e invia le notizie senza alcun controllo. e la notizia, vera o falsa che sia, emendata o meno dei suoi errori, viaggia attraverso la rete ad altissima velocità, rimbalzata da un sito all'altro: è la logica delmercato dell'informazione, una logica concorrenziale e competitiva che non lascia spazio all'approfondimento. la velocità, dunque, condiziona anche la sintesi: essa diventa un "non dire niente, non aggiungere", si trasforma in astensione dal commento critico e favorisce la diffusione della pratica del "copia&incolla" (fino al rischio della violazione della legge del copyright, com'è nel caso del blog masterworld
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11 Giu 2010

SAN SIRO ALLE 3:30 di mattina ESULTA PER LA CHAMPIONS NEROAZZURRA

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11 Giu 2010

Giornalismo on-line, sintesi e lotta contro il tempo

Il giornalismo on-line sfrutta a pieno la multimedialità: immagini e video popolano
le home page. 
E il testo?
Scrivere in rete è una cosa farlo su un quotidiano o un giornale cartaceo è un'altra. 
In rete la concorrenza è spietata poichè potenzialmente globale: anche siti d'informazione
poco conosciuti o locali possono battere sul tempo i colossi. Il tempo appunto, diventa
il fattore discriminante. 
Ecco perchè è necessaria una straordinaria capacità di sintesi che possa far rispariare
minuti e sia nel contempo appetibile per il lettore. 
Nelle home page la povera parola scritta non ha altro spazio che quello dei titoli,
ma non per questo è meno importante. 
Il titolo dev'essere pungente invitante, solo in questo modo il lettore sarà spinto 
ad accedere all'approfondimento (dove il testo può avere anche spazi più importanti). 
La rapidità è infatti un fattore che caratterizza anche la lettura dell'informazione on-line.
Spesso si consultano i siti di Repubblica, del Corriere nell'orario di pausa dal lavoro. 
Il che porta evidente ad una selezione mirata.
ma ascoltiamo direttamente le parole del prof.

Video di Gaspare Ingargiola da "questo blog NON dice Niente"

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11 Giu 2010

Un buon esempio di giornalismo on-line e multimedialità

Alessandro Zanelli, IL TEMPIO DELLA VERGINE 
Repubblica.it cambia volto e rinnova il suo look

La Rete si sta espandendo sempre più, e con essa la domanda di informazione. Uno studio statunitense rivela come un americano su cinque si rivolga oggigiorno ai quotidiani online, per ricercare almeno parte delle notizie con cui comporre la propria dieta mediatica giornaliera.

Anche il nostro paese, seppure con un po' di ritardo, ha ormai scoperto le potenzialità del web: 11,4 milioni di italiani (circa 1/5) si informa tramite il web, 1/3 tramite la tv e solo 1/10 con i quotidiani. Per questoRepubblica.it ha deciso di cambiare nuovamente look (anche se non troppo, poiché trattasi pur sempre di un prodotto giornalistico che funziona, essendo il più letto in Italia, con quasi 11 milioni di utenti).

Un restyling partito dalla volontà di alleggerire la prima pagina virtuale (in linea con le homepage dei maggiori siti di informazione internazionali), un adeguamento ai tempi, per raccontare meglio storie divenute ormai multimediali (create dall'unione di articoli, audio, immagini e video). Perché c'è un modo superficiale e frettoloso di stare sul Web (guardare la homepage per capire dove va la giornata), ma chi ha più tempo da dedicare alla propria informazione potrà andare più in profondità, e scoprire che intorno all'articolo nasce una monografia fatta di video, foto e rimandi d'archivio. Repubblica. it chiede quindi ai lettori di non fermarsi al primo clic, e a loro offre più materiali per capire e approfondire, con una navigabilità maggiore.

La homepage mantiene la struttura di vero e proprio "giornale elettronico", rinnovata con una testata centrata (più forte), un'apertura (cioè il titolo principale) che valorizza le immagini, un'area dedicata alla community del sito, e una doppia colonna laterale dedicata a sport, spettacoli ed entertainment.

I titoli si presentano ingranditi, mentre la nuova struttura consente una maggiore elasticità, permettendo un più efficace aggiornamento della "prima", per aderire all'evolversi degli eventi di giornata. L'insieme dell'architettura della pagina consente inoltre di ospitare le numerose iniziative collaterali promosse da Repubblica e dal gruppo l'Espresso (come le pagine già attive di "Cittadino.lex" e della ricerca di personale qualificato, o quelle nuovissime dedicate al campionato mondiale di calcio).

Altra novità è il notiziario breve (la "Ultim'ora"), dove è possibile trovare gli ultimissimi sviluppi dei fatti salienti del giorno (dallo sport alla politica, dalla cronaca al costume) in Italia, all'estero e sulla Rete. Sono inoltre disponibili alcuni servizi supplementari, come il giornale personalizzato o il motore di ricerca, che ricompare potenziato.

Cresce anche l'offerta di video, ora molto più visibili all'interno della homepage. Più evidente l'area dedicata alle grandi firme del giornale (con i blog e le rubriche), a riprova di una sinergia sempre più stretta fra Repubblica e Repubblica.it, due modi di declinare lo stesso giornalismo.

Una comunione di intenti che permette di offrire ai lettori del web almeno 25 sezioni tematiche, la maggior parte delle quali non automatiche e quindi gestite dagli stessi giornalisti, secondo una gerarchia non cronologica nè causale, ma dettata da scelte professionali. Sono presenti anche dieci cronache locali, dove il cittadino potrà trovare tutte le informazioni che gli servono, che sia un film da vedere, una recensione da recuperare, una mostra da vedere, o più semplicemente un'idea per la serata.

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11 Giu 2010

100 000 persone in Piazza Duomo per l'Inter! IO C'ERO.

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11 Giu 2010

CAMPIONI D'EUROPA

GRAZIE RAGAZZI


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11 Giu 2010

2 TITULI

E' arrivato, soffertissimo e meritatissimo, il 18esimo scudetto dei neroazzurri.
Frutto di una grande campagna acquisti estiva che ha visto i campioni in carica privarsi del gioiello Ibrahimovic. Sono arrivati in particolare Eto'o dal Barcellona, Milito dal Genoa autore di una splendida stagione e Sneijder, che al Real Madrid faceva la riserva e nell'Inter diventa il trequartista che ogni squadra vorrebbe avere.
ELOGIO A MOURINHO: perchè comunque vada la finale nessun allenatore è mai stato in grado di demolire quel gap psicologico che impediva a questa squadra di esprimersi in Europa. Perchè ha saputo rivalutare Snejder, cambiare ruolo ad Eto'o e ha portato una squadra basata sull'individualità di Ibra-Cadabra a diventare abilissima nel possesso palla e a produrre gioco
ELOGIO A CAPITAN ZANETTI: perchè a 36 anni suonati corre come un ragazzino, non perde mai palla e salta con facilità l'uomo. Correttissimo in campo e fuori.


Basterà per alzare la coppa dalle grandi orecchie? Lo scopriremo sabato 22 maggio
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16 Mag 2010

LaBreBanca Lannutti Cuneo e il suo primo scudetto

Tra Cuneo e Piacenza non c'è mai stato buon sangue.
Però è più che giusto rendere merito ai neo-campioni d'Italia. E' indubbiamente una piazza che lo meritava perchè a livello di tifo non ha eguali in Italia, sebbene a volte il comportamento dei sostenitori piemontesi non sia proprio inccepibile. Se lo meritava la squadra, perchè Wijmans e compagni hanno dimostrato di essere la formzione più in forma del momento.
La formula prevedeva una finale secca, disputata a Bologna domenica scorsa.
Trento, l'altra finalista, cercava il grande slam dopo aver vinto per il secondo anno consecutivo la champions league, ma i campioni d'Europa dopo aver dominato il primo set sono stati travolti nei successivi tre parziali trascinati dall'abile regia del palleggiatore Nikola Grbic.
 

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14 Mag 2010

CoprAtlantide, dall’altare alla polvere

Siccome sono vendicativo e il giornale per cui lavoro noh ha stampato la firma del mio articolo, per lo meno lo riutilizzo per il blog per proseguire il discorso sul volley.
Per Piacenza c'erano grandi attese in questa stagione. Eppure stavolta è andato davvero quasi tutto storto.
Da http://www.ilnuovogiornale.it/ 



CoprAtlantide vittorosa in Supercoppa
Per la squadra di Molinaroli una stagione dal bilancio negativo.
La stagione del CoprAtlantide si è chiusa certamente con l’amaro in bocca: la formazione che avrebbe dovuto assumere un ruolo da protagonista nelle tre competizioni principali ha invece recitato solo un ruolo di semplice comparsa.
Vinta la supercoppa. Era iniziata benissimo per i biancorossi, con una formazione che manteneva lo zoccolo duro dell’anno precedente, ma con innesti interessanti come quelli di Urnaut e Oivanen, due giovani che sembravano inserirsi perfettamente nel gioco di Angelo Lorenzetti e che, per lo meno nella prima fase, hanno risposto alle aspettative. Alla prima uscita ufficiale con lo scudetto cucito sul petto si concretizzava subito una grande vittoria, la conquista della Supercoppa Italiana, arrivata dopo cinque set tiratissimi contro Macerata, una delle formazioni che godevano dei favori dei pronostici per la vittoria in campionato.
Il CoprAtlantide giocava, a detta dello stesso allenatore, la pallavolo più bella della sua storia recente. Una prova di forza che stimolava tutto l’ambiente: Piacenza non era più l’eterna seconda della pallavolo italiana, ma una società vincente in grado di dire la sua su tutti i fronti. Eppure ben presto le cose sono cambiate drasticamente.
Il primo campanello d’allarme è arrivato con la precoce eliminazione negli ottavi di finale di coppa Italia per mano di Treviso. Brucia ancora tantissimo nell’orgoglio di presidente e tifosi la prestazione della squadra in Champions. Era la competizione a cui si puntava maggiormente, e forse è quella dove è stato raggiunto il risultato peggiore, non riuscendo nemmeno a superare il girone di qualificazione.
Niente da fare nemmeno in coppa Cev dove Cuneo in semifinale sbarrava la strada alla macchina biancorossa, costretta ad inchiodare se non a fare retromarcia. Una partita a senso unico, che non lasciava prova d’appello ed era preludio dell’eliminazione, sempre per mano di Cuneo, nei quarti dei play-off per la difesa dello scudetto.
Colpe e sfortuna. Le attenuanti ci sono tutte, anche se non sarebbe giusto appellarsi solo a quelle. Gli infortuni hanno infatti tormentato tutta il percorso dei campioni d’Italia, che non hanno mai potuto schierare la formazione-tipo negli appuntamenti decisivi. Hanno pesato particolarmente le assenze di Gianluca Durante e Leo Marshall. Il libero titolare, infortunatosi al polso il 15 novembre contro Pineto, ha terminato la stagione con largo anticipo, lasciando scoperto un ruolo oscuro ma assai delicato ed importantissimo nell’economia del gioco di Lorenzetti. Lo schiacciatore cubano, quest’anno prevalentemente impiegato come opposto, invece ha terminato la sua stagione il giorno di San Valentino nella deludente trasferta a Verona a causa di problemi al gomito. Al di là di questo la compagine piacentina deve recitare il mea culpa, per non aver saputo reagire. Lorenzetti le ha provate tutte, ma proprio tutte, arrivando anche a far giocare capitan Zlatanov, finalizzatore dell’attacco, come opposto, ruolo certamente a lui non troppo congeniale, ma che lo svincolava dall’asfissiante marcatura degli avversari.
Sono mancati però alcuni fattori determinanti, a cominciare dalla lucidità dalla ricezione. Pietro Rinaldi non ha saputo dare al reparto arretrato solidità e continuità. Problemi gravi anche al palleggio: Meoni ha avuto un drastico calo di rendimento nel finale di stagione e Boninfante non è riuscito a cambiare il trend negativo della regia, com’era avvenuto in altre circostanze.
Le conseguenze sono state purtroppo sotto gli occhi di tutti: gioco scontato e prevedibile imperniato sul controllatissimo e malconcio capitan Zlatanov, che evidentemente non può essere assurto al ruolo di “la soluzione a tutti i problemi”.
Futuro incerto. Alle delusioni cocenti si aggiunge inoltre lo spauracchio di un futuro incerto. Copra azienda, il maggior finanziatore di Copravolley, è stata infatti acquistata in parte da un gruppo anglo-francese. Bisogna quindi attendere per sapere se la nuova proprietà  sarà disposta a continuare con questa politica o meno. La speranza è ovviamente di ritrovare i biancorossi, come negli ultimi sette anni,   a lottare su tutti i fronti, per dare il giusto lustro e blasone alla tanto bistrattata città di Piacenza.  
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14 Mag 2010

Copratlantide Piacenza

Il CoprAtlantide Piacenza l'anno scorso ha regalato ai suoi tifosi la soffisfazione più grande: lo scudetto. Dopo tanti titoli persi in finale finalmente gli uomini di coach Lorenzetti avevano permesso alla città di festeggiare il suo trionfo sportivo più importante.
Quella gara 5 con Trento sarà ricordata negli annali della pallavolo non solo nelle menti dei tifosi biancorossi, perchè combattutissima: sotto 2-0 gli emiliani recuperano punto dopo punto, set dopo set, e strappano lo scudetto dalle maglie degli avversari.
Ecco la gioia esplosa in quella notte di maggio...









Voi continuate a chiamarlo sport minore se volete, qui a Piacenza si respira pallavolo.

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14 Mag 2010

JudasBlood

Sfrutto questo spazio per parlarvi del nostro piccolo progetto musicale.
Siamo una band metal di Stradella in provincia di Pavia. Il nome è ispirato è un noto vino molto apprezzato dalle nostre parti Il Sangue di Giuda.
vi rimando al nostro myspace http://www.myspace.com/judasbloodband 
Abbiamo auto-prodotto due cd e stiamo lavorando da tempo al terzo.
Ecco una delle nostre prime canzoni


 

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14 Mag 2010

Mi RI..presento

LELIO ALFONSOE rieccoci qui a due anni di distanza.
Il mio blog non è certo l'esempio migliore di aggiornamento costante, ma è arrivato il momento di ricomncianre a scrivere.
Per chi non mi conoscesse, mi occupo di sport, in particolare di pallavolo e sto facendo qualche sporadica esperienza come cronista sportivo con emittenti radiofoniche come Lattemiele (assolutamente senza alcun beneficio economico).
Alla triennale mi sono laureato con una tesi sui Blog d'informazione, argomento per altro abbastanza inerente ai temi del corso, anche se in questi due anni i blog hanno certamente subito un netto declino. Molti blogger hanno infatti deciso di ridefinire il loro spazio on line sul modello del sito di informazione, ma di questo parlerò meglio in un altro post.
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09 Mag 2010

Succede solo in Italia

la gioconda che si fa una cannaSpesso ci capita di dire questa frase, siamo perplessi per fatti, situazioni che non avremmo neppure pensato potessero aver luogo e che invece nel nostro paese si verificano puntualmente. Ieri ne è accaduto un altro che non ha potuto far a meno di suscitare l'ilarità di chi ne è venuto a conoscenza. Un giovane condannato in prima istanza a 16 mesi di reclusione per possesso di stupefacenti ora potrebbe vedere la sua pena scomparire in una polvere di fumo (tanto per restare in tema), magia degna di Houdini. Ma quello che suscita scalpore è la motivazione: il giovane appartiene ad una religione che consente l'utilizzo di marijuana per la concentrazione spirituale. La religione si chiama Rastafarianesimo, una religione ebraico-cristiana che considera l'etiope Ras Tafari (Haile Selassie) il secondo Cristo. Vogliamo scommettere che questa religione avra' molti nuovi fedeli?
Non metto in discussione altre religioni, ognuno è libero di credere in Dio e di chiamarlo come gli pare e praticare tutti i riti o culti che vuole, e del resto uno stato laico come il nostro lo permette, ma uno stato laico è anche quello che antepone le sue leggi a tutte le religioni. Parliamoci chiaro se esistesse una religione che invita a trucidare il prossimo saremmo tutti d'accordo che chi commette quel crimine è un criminale che merita la sua pena. L'utilizzo di sostanze stupefacenti e marijuana non è certamente grave come un delitto. Non è un segreto che spesso si passi persino sopra a reati di qusto tipo; in paesi come l'Olanda sono molto più tolleranti sulla questione, ma la nostra legge è questa, se la si considera inattuale va cambiata, ma certo sviarla in questo modo appare davvero pretestuoso. 
Admin · 255 visite · 12 commenti
11 Lug 2008

Dite la vostra, che ho detto la mia...


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14 Giu 2008

Nucleare o non nuceare? Questo è il problema


centrale nucleare di caorso
Recentemente si è fatta largo l’ipotesi del ritorno del nucleare in Italia. Sebbene in termini economici que-sta a lungo termine possa risultare una politica effica-ce, ci sono alcune ragioni per contestarla.
In primo luogo la sicurezza. Il disastro di Cher-nobyl del 86 dimostra come l’esplosione di una cen-trale nucleare abbia conseguenze devastanti sia nell’immediato con migliaia di vittime, ma soprattutto a lungo termine a causa delle radiazioni. Nel rap-porto promosso da gruppi e personalità contrari al nu-cleare e presente nel sito di Greenpeace, si citano valori delle sole forme tumorali pari a 270 mila casi fra Ukraina, Bielorussia e Russia collegabili a Cher-nobyl. 93 mila riguardano persone destinate al deces-so.
Persino chi è a favore del nucleare è concorde sul fatto che la scienza non ha ancora trovato le risposte necessarie per poter condurre la costruzione e la con-duzione di una centrale in completa sicurezza. I favo-revoli sostengono che sia necessario costruire subito, poiché i tempi di costruzione sono lunghi e in questo periodo la scienza avrà trovato le risposte che cer-chiamo. Il ragionamento (induzione per analogia) è questo: dato che la scienza è progredita così tanto in diversi ambiti di indagine in questi anni, è molto pro-babile che progredisca rapidamente anche in questo settore.  Si possono fare due obiezioni. La prima è che, anche ammettendo che  questa conclusione sia probabile, pur sempre di un ragionamento induttivo si parla. Troppo poco se la posta in gioco sono deci-ne di migliaia di vite. Secondo è possibile formula-re induzioni di segno opposto, se ci limitiamo al no-stro paese, comunque convincenti. L’Italia inve-ste meno degli altri paesi europei nella ricerca (dato di fatto), per questa ragione molti buoni ricercatori han-no lasciato il paese,  per cui è molto probabile che la scienza italiana non dia le risposte che cerchiamo o comunque che non le dia in tempi utili.  Saremo quindi costretti a utilizzare tecnologia straniera.
 La sicurezza militare è un altro punto dolente an-che considerando la situazione emersa con l’11 set-tembre.  L’obbiettivo dei terroristi fu duplice: fre-nare l’economia occidentale, causare una strage anche in termini di vite umane. Chiaramente una centra-le nucleare è un bersaglio che risponde pericolosa-mente a questi requisiti e diventa quindi un bersaglio appetibile del terrorismo stesso.
 C’è poi il problema dello smaltimento delle sco-rie. Nessuno, a livello mondiale, lo ha ancora ri-solto: per ora esistono solo centri di stoccaggio prov-visori. Inoltre prima dello stoccaggio le scorie de-vono essere trattate. In Italia non esiste alcun cen-tro attrezzato a questo scopo. Di conseguenza, nonostante la popolazione italiana abbia espresso il proprio no al nucleare nell’87 (ben l’80 % votò no), i tempi sono stati davvero lunghi: le scorie della centrale di Caorso ad esempio hanno iniziato ad essere trattate solamente l’anno scorso e, quando torneranno, rimane irrisolto il problema dell’individuazione del si-to di stoccaggio.
Anche dal punto di vista economico non è detto che il nucleare sia un vantaggio anzi nel breve periodo è molto probabile il contrario. L’uranio infatti è diventato un bene rarissimo. La sua scarsità, co-me ogni buona regola economica vorrebbe, fa aumen-tare vertiginosamente il suo prezzo. Possiamo permet-terci una spesa di questo tipo in un paese che non vive certo una fase di splendore economico? 
Inoltre abbiamo, anche in questo caso due possi-bili scenari negativi: le riserve di materia prima possono esaurirsi in tempi brevi, i pochi Paesi con i giacimenti possono accordarsi per determinare un prezzo al di là delle leggi di mercato, esattamente come già accadde per il petrolio nel 1973.

Admin · 128 visite · 4 commenti
14 Giu 2008

Comunicazione sociale

Affrontata la comunicazione d'impresa cerchiamo di districarci in un altro tipo di situazione: la comunicazione sociale. La comunicazione sociale riguarda tutte le associazioni benefiche no-profit, che cercano donazioni e finanziamenti per opere certamente lodevoli.
stemma di medici senza frontiereAnaliziamo ad esempio il sito di MEDICI SENZA FRONTIERE. Siamo ben lontani dai mondi di colore della Cocacola o di alcuni portali delle multinazionali più note. Sullo sfondo bianco si staglia un foglio nero tagliato sul lato sinistro. Le tre immagini che troviamo descrivono situazioni tragiche, o di povertà estrema, o di calamità naturale (come l'immagine dell'alluvione sulla destra). Nessun video quindi ma immagini agghiaccianti che fanno leva sull'emotività dell'utente. Appena sotto il testo lancia un messaggio di forte intensità emotiva, poche parole in cui quel SOSTIENICI finisce inevitabilmente per risaltare. Da qui abbiamo accesso alla donazione inserendo i nostri dati personali, ma possiamo anche informarci sulle attività dell'associazione: ad esempio sotto la voce "chi siamo" troviamo la storia di MSF, i riconoscimenti tra cui il premio nobel, lo statuto e cosa a mio modo di vedere molto corretta, il bilancio. Tornando alla home abbiamo accesso alle informazioni sull'attività dei Msf, sugli eventi. 


stemma di emergencyUn altra associazione fondamentale a scopo benefico è Emergency di Gino strada. Anche qui non abbiamo video ma immagini ugualmente efficaci. Nella parte alta un medico di Emergency che sta visitando un paziente per fissare la sua protesi della gamba destra, in basso due bambini di colore ricoverati dal personale dell'associazione benefica. Anche qui abbiamo la possibilità di approfondire i programmi, gli eventi e naturalmente la storia di emergency. In più rispetto a medici senza frontiere nella parte bassa vediamo una serie di notizie in forma molto breve di agenza di stampa, che segnalano le news principali in campo umanitario del pianeta. Chi possiede i requisiti può sostenere emergency anche attivamente entrando a far parte del personale. ovviamente il sostegno che si richiede a tutti è quello di un contributo economico. Troviamo link ad alcuni video solo sulla destra: ad esempio il video della trasmissione "che tempo che fa" in cui Gino strada fu ospite.

fondazione aiutare i bambini onlusScrivendo associazione benefica sul motore di ricerca è facile trovare l'associazione aiutare i bambini onlus. Questa volta l'home si apre con un video di carica positiva in cui i volontari e i bambini si divertono in varie attività. per il resto anche qui si segue la falsariga di quanto detto fino adesso, possibilità quindi di approfondire la storia i programmi, gli incontri etc. in più. se devo fare una piccola critica gli altri siti di questo tipo mettono molto più in evidenza la parte in cui si coinvoge il destinatario o per una donazione o per un suo aiuto in prima linea. Qui abiamo solo un frame dedcato all'adozione a distanza, basta cliccare e approfondire per conoscere le regole e le modalità.



Tirando le fila del discorso si può quindi dedurre che se la comunicazione d'impresa descrive mondi fantastici pieni di colore e percorsi variegati che diano all'utente la senzazione di essere veramente libero di scegliere tutto ciò che desidera, la comunicazione sociale fa leva su sentimenti opposti: spesso descrive le situazioni che la realtà dei paesi meno fortunati ci riserva ogni giorno. I siti delle associazioni benefiche come si può notare sono molto più avanzati anche in termini di accessibilità: non troviamo immagini dinamiche, pochissimi video, pochi colori e ben calibrati.  Sicuramente il risultato è meno esaltante ma molto più rispettoso delle regole. Gran parte dei siti offre approfondimenti sull'associazione, segno di trasparenza delle operazioni che permette l'istaurarsi di un rapporto di fiducia con l'utente donatore.
Admin · 155 visite · 5 commenti
06 Giu 2008

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