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Succede solo in Italia

la gioconda che si fa una cannaSpesso ci capita di dire questa frase, siamo perplessi per fatti, situazioni che non avremmo neppure pensato potessero aver luogo e che invece nel nostro paese si verificano puntualmente. Ieri ne è accaduto un altro che non ha potuto far a meno di suscitare l'ilarità di chi ne è venuto a conoscenza. Un giovane condannato in prima istanza a 16 mesi di reclusione per possesso di stupefacenti ora potrebbe vedere la sua pena scomparire in una polvere di fumo (tanto per restare in tema), magia degna di Houdini. Ma quello che suscita scalpore è la motivazione: il giovane appartiene ad una religione che consente l'utilizzo di marijuana per la concentrazione spirituale. La religione si chiama Rastafarianesimo, una religione ebraico-cristiana che considera l'etiope Ras Tafari (Haile Selassie) il secondo Cristo. Vogliamo scommettere che questa religione avra' molti nuovi fedeli?
Non metto in discussione altre religioni, ognuno è libero di credere in Dio e di chiamarlo come gli pare e praticare tutti i riti o culti che vuole, e del resto uno stato laico come il nostro lo permette, ma uno stato laico è anche quello che antepone le sue leggi a tutte le religioni. Parliamoci chiaro se esistesse una religione che invita a trucidare il prossimo saremmo tutti d'accordo che chi commette quel crimine è un criminale che merita la sua pena. L'utilizzo di sostanze stupefacenti e marijuana non è certamente grave come un delitto. Non è un segreto che spesso si passi persino sopra a reati di qusto tipo; in paesi come l'Olanda sono molto più tolleranti sulla questione, ma la nostra legge è questa, se la si considera inattuale va cambiata, ma certo sviarla in questo modo appare davvero pretestuoso. 
Admin · 14 visite · 0 commenti
11 Lug 2008

Dite la vostra, che ho detto la mia...


Admin · 23 visite · 0 commenti
14 Giu 2008

Nucleare o non nuceare? Questo è il problema


centrale nucleare di caorso
Recentemente si è fatta largo l’ipotesi del ritorno del nucleare in Italia. Sebbene in termini economici que-sta a lungo termine possa risultare una politica effica-ce, ci sono alcune ragioni per contestarla.
In primo luogo la sicurezza. Il disastro di Cher-nobyl del 86 dimostra come l’esplosione di una cen-trale nucleare abbia conseguenze devastanti sia nell’immediato con migliaia di vittime, ma soprattutto a lungo termine a causa delle radiazioni. Nel rap-porto promosso da gruppi e personalità contrari al nu-cleare e presente nel sito di Greenpeace, si citano valori delle sole forme tumorali pari a 270 mila casi fra Ukraina, Bielorussia e Russia collegabili a Cher-nobyl. 93 mila riguardano persone destinate al deces-so.
Persino chi è a favore del nucleare è concorde sul fatto che la scienza non ha ancora trovato le risposte necessarie per poter condurre la costruzione e la con-duzione di una centrale in completa sicurezza. I favo-revoli sostengono che sia necessario costruire subito, poiché i tempi di costruzione sono lunghi e in questo periodo la scienza avrà trovato le risposte che cer-chiamo. Il ragionamento (induzione per analogia) è questo: dato che la scienza è progredita così tanto in diversi ambiti di indagine in questi anni, è molto pro-babile che progredisca rapidamente anche in questo settore.  Si possono fare due obiezioni. La prima è che, anche ammettendo che  questa conclusione sia probabile, pur sempre di un ragionamento induttivo si parla. Troppo poco se la posta in gioco sono deci-ne di migliaia di vite. Secondo è possibile formula-re induzioni di segno opposto, se ci limitiamo al no-stro paese, comunque convincenti. L’Italia inve-ste meno degli altri paesi europei nella ricerca (dato di fatto), per questa ragione molti buoni ricercatori han-no lasciato il paese,  per cui è molto probabile che la scienza italiana non dia le risposte che cerchiamo o comunque che non le dia in tempi utili.  Saremo quindi costretti a utilizzare tecnologia straniera.
 La sicurezza militare è un altro punto dolente an-che considerando la situazione emersa con l’11 set-tembre.  L’obbiettivo dei terroristi fu duplice: fre-nare l’economia occidentale, causare una strage anche in termini di vite umane. Chiaramente una centra-le nucleare è un bersaglio che risponde pericolosa-mente a questi requisiti e diventa quindi un bersaglio appetibile del terrorismo stesso.
 C’è poi il problema dello smaltimento delle sco-rie. Nessuno, a livello mondiale, lo ha ancora ri-solto: per ora esistono solo centri di stoccaggio prov-visori. Inoltre prima dello stoccaggio le scorie de-vono essere trattate. In Italia non esiste alcun cen-tro attrezzato a questo scopo. Di conseguenza, nonostante la popolazione italiana abbia espresso il proprio no al nucleare nell’87 (ben l’80 % votò no), i tempi sono stati davvero lunghi: le scorie della centrale di Caorso ad esempio hanno iniziato ad essere trattate solamente l’anno scorso e, quando torneranno, rimane irrisolto il problema dell’individuazione del si-to di stoccaggio.
Anche dal punto di vista economico non è detto che il nucleare sia un vantaggio anzi nel breve periodo è molto probabile il contrario. L’uranio infatti è diventato un bene rarissimo. La sua scarsità, co-me ogni buona regola economica vorrebbe, fa aumen-tare vertiginosamente il suo prezzo. Possiamo permet-terci una spesa di questo tipo in un paese che non vive certo una fase di splendore economico? 
Inoltre abbiamo, anche in questo caso due possi-bili scenari negativi: le riserve di materia prima possono esaurirsi in tempi brevi, i pochi Paesi con i giacimenti possono accordarsi per determinare un prezzo al di là delle leggi di mercato, esattamente come già accadde per il petrolio nel 1973.

Admin · 29 visite · 0 commenti
14 Giu 2008

Comunicazione sociale

Affrontata la comunicazione d'impresa cerchiamo di districarci in un altro tipo di situazione: la comunicazione sociale. La comunicazione sociale riguarda tutte le associazioni benefiche no-profit, che cercano donazioni e finanziamenti per opere certamente lodevoli.
stemma di medici senza frontiereAnaliziamo ad esempio il sito di MEDICI SENZA FRONTIERE. Siamo ben lontani dai mondi di colore della Cocacola o di alcuni portali delle multinazionali più note. Sullo sfondo bianco si staglia un foglio nero tagliato sul lato sinistro. Le tre immagini che troviamo descrivono situazioni tragiche, o di povertà estrema, o di calamità naturale (come l'immagine dell'alluvione sulla destra). Nessun video quindi ma immagini agghiaccianti che fanno leva sull'emotività dell'utente. Appena sotto il testo lancia un messaggio di forte intensità emotiva, poche parole in cui quel SOSTIENICI finisce inevitabilmente per risaltare. Da qui abbiamo accesso alla donazione inserendo i nostri dati personali, ma possiamo anche informarci sulle attività dell'associazione: ad esempio sotto la voce "chi siamo" troviamo la storia di MSF, i riconoscimenti tra cui il premio nobel, lo statuto e cosa a mio modo di vedere molto corretta, il bilancio. Tornando alla home abbiamo accesso alle informazioni sull'attività dei Msf, sugli eventi. 


stemma di emergencyUn altra associazione fondamentale a scopo benefico è Emergency di Gino strada. Anche qui non abbiamo video ma immagini ugualmente efficaci. Nella parte alta un medico di Emergency che sta visitando un paziente per fissare la sua protesi della gamba destra, in basso due bambini di colore ricoverati dal personale dell'associazione benefica. Anche qui abbiamo la possibilità di approfondire i programmi, gli eventi e naturalmente la storia di emergency. In più rispetto a medici senza frontiere nella parte bassa vediamo una serie di notizie in forma molto breve di agenza di stampa, che segnalano le news principali in campo umanitario del pianeta. Chi possiede i requisiti può sostenere emergency anche attivamente entrando a far parte del personale. ovviamente il sostegno che si richiede a tutti è quello di un contributo economico. Troviamo link ad alcuni video solo sulla destra: ad esempio il video della trasmissione "che tempo che fa" in cui Gino strada fu ospite.

fondazione aiutare i bambini onlusScrivendo associazione benefica sul motore di ricerca è facile trovare l'associazione aiutare i bambini onlus. Questa volta l'home si apre con un video di carica positiva in cui i volontari e i bambini si divertono in varie attività. per il resto anche qui si segue la falsariga di quanto detto fino adesso, possibilità quindi di approfondire la storia i programmi, gli incontri etc. in più. se devo fare una piccola critica gli altri siti di questo tipo mettono molto più in evidenza la parte in cui si coinvoge il destinatario o per una donazione o per un suo aiuto in prima linea. Qui abiamo solo un frame dedcato all'adozione a distanza, basta cliccare e approfondire per conoscere le regole e le modalità.



Tirando le fila del discorso si può quindi dedurre che se la comunicazione d'impresa descrive mondi fantastici pieni di colore e percorsi variegati che diano all'utente la senzazione di essere veramente libero di scegliere tutto ciò che desidera, la comunicazione sociale fa leva su sentimenti opposti: spesso descrive le situazioni che la realtà dei paesi meno fortunati ci riserva ogni giorno. I siti delle associazioni benefiche come si può notare sono molto più avanzati anche in termini di accessibilità: non troviamo immagini dinamiche, pochissimi video, pochi colori e ben calibrati.  Sicuramente il risultato è meno esaltante ma molto più rispettoso delle regole. Gran parte dei siti offre approfondimenti sull'associazione, segno di trasparenza delle operazioni che permette l'istaurarsi di un rapporto di fiducia con l'utente donatore.
Admin · 25 visite · 0 commenti
06 Giu 2008

youtube, e la forza dei filmati amatoriali

Youtube è la prova inconfutabile di quanto andiamo dicendo sin dall'inizio di questo corso. Con la rete infatti tutto possono fare informazione, sia essa verbale o per immagini o per video come in questo caso. Youtube è un grande contenitore di video, di qualsiasi tipo, filmati comici, drammatici, rilevanti o meramente stupidi. La sua popolarità è cresciuta parecchio grazie a questa ricchezza di contenuto, ma anche perchè offre la possibilità di vedere direttamente il video senza dovere scaricare nulla rischiano magari chissà quale virus.
Youtube oggi è così popolare che può persino essere più incisivo per l'opinione pubblica di un telegiornale. L'esempio proposto a lezione è quello dell'emergenza rifiuti di Napoli. Chiaramente all'interno di un telegiornale non c'è spazio per un filmato di 5-10 minuti, per cui è difficile rendere (nonostante il montaggio sia molto più elaborato dei video amatoriali) la gravità della situazione: vediamo montagne di "monnezza" ma non sappiamo se si tratta di quartieri isolati o di vaste aree. I filmati di youtube sono in grado di sviscerare meglio il tema. Anche il montaggio non è più un problema grazie a movie maker chiunque può accorpare filmati diversi in un unico file e inserire una canzone di sottofondo.


  

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06 Giu 2008

sondaggio


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29 Mag 2008

AHI AHI AHI COPYRIGHT... "Chi è senza peccato scagli la prima pietra"


nocopyrightcopy rightcopyleft

Il copyright non è altro che una norma, o meglio una serie di norme che tutela l'originalità dell'autore in modo da evitare plagi e consentire all'artista la giusta retribuzione. Internet è ancora una volta più veloce della luce ... pardon della legge. Se fino a 3-4 anni fa era difficile poter scaricare mp3 senza avere qualche ripercussione, adesso il tutto avviene quasi sotto la luce del sole. Esistono vari metodi per scaricare musica gratuitamente ma ormai sono così tanti a farlo che è praticamente impossibile arginare il fenomeno (e meno male!). Con la condivisione dei file e il peer to peer ottengo ciò che voglio in pochi minuti. Esistono vari free software che facilitano il nostro gioco, eccone alcuni 
emule è completo risulta molto veloce solo per alcuni modem
Bearshare è il più rapido ma è sconsigliabile cercare file rari
azureus  basta accedere al sito di mininova e troverete tutto, ma veramente tutto quello che cercate.
La legge prevede una multa sino a 3000 euro per chi fa operazioni di download violando il copyright, fare up-load è ancora peggio: si rischia la reclusione.
Il discorso degli mp3 merita però una rifllessione ulteriore. Infatti le case discografiche sono le prime a dover recitare il mea culpa. I prezzi dei CD sono davvero elevatissimi, in Italia più che in qualsiasi altro paese Europeo, e i più giovani che fanno di internet il loro pane quotidiano sanno ormai perfettamente eludere questa regola. Ma questo non è il solo problema, il panorama musicale sta diventando una fogna a cielo aperto, il mercato conta più della musica l'immagine più delle parole... e così ci ritroviamo ad esportare Tiziano Ferro...E pensare che una volta avevamo band come la PFM i Banco del mutuo soccorso...Questo mi permette di fare due riflessioni: la prima è che spesso quello che noi giovani cerchiamo nemmeno si trova in tutti i negozi di musica, invece internet offre possibilità illimitate da questo punto di vista. Secondo che le case discografiche (che incassano più del 70% del ricavato dalla vendita dei cd in genere) non meritano i nostri soldi.
Non è un discorso contro l'artista, che anzi può persino essere agevolato dalla rete. Perderà parecchio in termini di vendita di cd ma molta più gente ascolterà le sue caznoni e di conseguenza avrà anche più fan disposti ad andare ai concerti o comprare gudjet di vario tipo.
In effetti questa ha  iniziato ad essere l'ottica di alcuni artisti e di alcune case discografiche che vendono i diritti e utilizzano il file-sharing per portare l'utente ad acquistare magliette cappellini spille e quant altro...
Questo tipo di accordo prende il nome di copyleft ed è esattamente la controparte del copyright anche se non è ancora riconosciuto legalmente.
Al concetto di copyleft possiamo legare quello di open source, si tratta di programmi gratuiti fgenerati da persone che mettono a disposizione le loro conoscenze per la comunità di internet, alcuni hanno più o meno le stesse funzioni dei software a pagamento (ex open office)
 
ECCO UNA POLITICA INTELLIGENTE (elio e faso come sempre avanti a tutti!):


Admin · 70 visite · 0 commenti
22 Mag 2008

Privacy, boom di informazioni personali. Non solo online

da http://blog.panorama.it/hitechescienza/2008/04/28/privacy-boom-di-informazioni-personali-non-solo-online/
Sono attività comuni: un turista compra un biglietto su internet, un cliente apre un conto corrente in banca, un consumatore usa la tessera per la spesa. Ma richiedono di comunicare dati personali (come il nome o il numero di telefono), custoditi poi in archivi digitali dalle organizzazioni che li ricevono. È ormai una quantità enorme di informazioni, in rapida crescita. E le leggi in materia potrebbero non essere adeguate: è l’opinione, rivelata dai sondaggi Eurobarometro, di metà dei “guardiani della privacy” nella Ue, persone incaricate di proteggere i dati personali in ogni azienda e istituzione (qui il rapporto). Rappresentano, quindi, un termometro sensibile per il rispetto della privacy. L’Italia è la seconda in Europa per le richieste di accesso a queste notizie: ogni anno infatti il 12% dei “sorveglianti” riceve più di cinquanta domande; invece, la media Ue è inferiore a dieci interrogazioni.
Non è una questione per soli addetti ai lavori: sei europei su dieci si dichiarano preoccupati dalla gestione delle informazioni personali (qui il sondaggio Eurobarometro). E si arriva a otto su dieci se i dati sono trasmessi attraverso internet. In particolare le incertezze degli italiani sulla tutela della privacy si rivolgono verso le banche: appena il 47% confida in istituti di credito e organizzazioni finanziarie, invece è in crescita la fiducia verso le organizzazioni non profit.

A far salire il livello di allarme su internet è l’esplosione del fenomeno “trojan”: software che entrano nei computer e possono anche “rubare” informazioni personali all’insaputa degli utenti. Sono “ladri d’identità” non sempre facili da trovare: per la Microsoft quelli scoperti negli ultimi sei mesi del 2007 sono aumentati del 300% dall’inizio dell’anno (qui il rapporto). Ma è un dato che non tiene conto di quelli ancora attivi in rete. Di recente il Consiglio d’Europa ha adottato nuove misure nell’ambito della Convenzione europea sul cybercrimine: sarà rafforzato il pattugliamento online per contrastare l’assalto dei pirati, facilitando lo scambio di conoscenze tra gli investigatori telematici e gli internet service provider.

Admin · 25 visite · 0 commenti
22 Mag 2008

privacy

La rete e le nuove tecnologie offrono sempre più possibilità di diffondere dati. Questo è di per sè positivo ma ci costringe a fare un discorso deontologico che concerne le regole della comunicazione e il rispetto della privacy. Se è vero che esistono leggi sulla privacy per i mezzi di comunicazione tradizionale, è altrettanto vero che internet è concepito (eccezion fatta per i paesi poco democratici) come uno strumento senza limitazioni contenutistiche.
In realtà esistono regole molto vaghe, il che non risolve certo il problema. L'esempio concreto di cosa questo possa significare lo abbiamo tutti sotto gli occhi: recentemente sono stati pubblicati in rete i dati dei contribuenti italiani. La cosa ha scatenato un dibattito accesissimo culminato con lo stop del garante della privcy  http://www.corriere.it/economia/08_aprile_30/fisco_redditi_internet_916ff390-1694-11dd-8b67-00144f02aabc.shtml
Un altro caso ecclatante riguarda l'omicidio Tommasoli a Verona: una webcam ha ripreso un gruppetto di 5 persone di corsa vicino al luogo del delitto e nell'ora del misfatto. Sicuramente questi fattori sono schiaccianti, ma se volessimo essere eticamente rigidi le persone riprese dovrebbero essere considerate innocenti fino alla conclusione di un regolare processo. Ad ogni modo qui entrano in gioco altri aspetti, il più importante e pericoloso è l'emulazione (un conto è riprendere un criminale dopo l'arresto, un conto è farlo quando è a piede libero e ha appena compiuto un omicidio) anche se a onor del vero è veramente difficile arrivare ad identificare i 5 giovani da questo video.




I problemi non finiscono qui. Poniamo di essere diffamati su un giornale, non avremo problemi a presentare "il corpo del reato" e, se quelle che noi riteniamo essere diffamazioni, sono tali anche per il giudice non avremo problemi a vincere la causa. Se le diffamazioni sono on line però le cose cambiano. I file offensivi sono destinati a sparire in un tempo più o meno breve a causa del aggiornamento continuo che il web impone.
I problemi non sono quindi di poco conto, ma con ogni probabilità fra qualche anno quando internet sarà la fonte primaria d'informazione ci saranno regole più rigide anche da questo punto di vista.
Admin · 26 visite · 0 commenti
22 Mag 2008

La carta di Treviso

  1.  i giornalisti sono tenuti ad osservare tutte le disposizione penali, civili ed amministrative che regolano l'attività di informazione e di cronaca giudiziaria in materia di minori, in particolare di quelli coinvolti in procedimenti giudiziari;
  2. va garantito l'anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca, anche non aventi rilevanza penale, ma lesivi della sua personalità, come autore, vittima o teste; tale garanzia viene meno allorché la pubblicazione sia tesa a dare positivo risalto a qualità del minore e/o al contesto familiare e sociale in cui si sta formando;
  3. va altresì evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possano con facilità portare alla sua identificazione, quali le generalità dei genitori, l'indirizzo dell'abitazione o della residenza, la scuola, la parrocchia o il sodalizio frequentati, e qualsiasi altra indicazione o elemento: foto e filmati televisivi non schermati, messaggi e immagini on-line che possano contribuire alla sua individuazione. Analogo comportamento deve essere osservato per episodi di pedofilia , abusi e reati di ogni genere;
  4. per quanto riguarda i casi di affidamento o adozione e quelli di genitori separati o divorziati, fermo restando il diritto di cronaca e di critica circa le decisioni dell'autorità giudiziaria e l'utilità di articoli o inchieste, occorre comunque anche in questi casi tutelare l'anonimato del minore per non incidere sull'armonico sviluppo della sua personalità, evitando sensazionalismi e qualsiasi forma di speculazione;
  5. il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano lederne la dignità o turbare il suo equilibrio psico-fisico, né va coinvolto in forme di comunicazioni lesive dell'armonico sviluppo della sua personalità, e ciò a prescindere dall'eventuale consenso dei genitori;
  6. nel caso di comportamenti lesivi o autolesivi – suicidi, gesti inconsulti, fughe da casa, microcriminalità, ecc. – posti in essere da minorenni, fermo restando il diritto di cronaca e l'individuazione delle responsabilità, occorre non enfatizzare quei particolari che possano provocare effetti di suggestione o emulazione;
  7. nel caso di minori malati, feriti, svantaggiati o in difficoltà occorre porre particolare attenzione e sensibilità nella diffusione delle immagini e delle vicende al fine di evitare che, in nome di un sentimento pietoso, si arrivi ad un sensazionalismo che finisce per divenire sfruttamento della persona;
  8. se, nell'interesse del minore -esempio i casi di rapimento o di bambini scomparsi- si ritiene indispensabile la pubblicazione di dati personali e la divulgazione di immagini, andranno tenuti comunque in considerazione il parere dei genitori e delle autorità competenti;
  9. particolare attenzione andrà posta nei confronti di strumentalizzazioni che possano derivare da parte di adulti interessati a sfruttare, nel loro interesse, l'immagine, l'attività o la personalità del minore;
  10. tali norme vanno applicate anche al giornalismo on-line, multimediale e ad altre forme di comunicazione giornalistica che utilizzino innovativi strumenti tecnologici per i quali dovrà essere tenuta in considerazione la loro prolungata disponibilità nel tempo;
  11. tutti i giornalisti sono tenuti all'osservanza di tali regole per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge istitutiva dell'Ordine.

                                                     

                                                 
                                                                                                                                                                                           

Admin · 29 visite · 0 commenti
21 Mag 2008

Il giornalismo tradizionale sta morendo? e ora...

uomo che legge il giornaleSi proprio così semrerebbe impossibile eppure sta accadendo. Non sarà un decesso drastico, unna decapitazione da film dell'orrore, ma una lenta inesorabile agonia. Molti colpi stanno ricevendo i giornali cartacei, e molti altri ne riceveranno nel prossimo futuro. Il tallone d'achille del cartaceo è ahimè l'aggiornamento. Radio e televisione forniscono più edizioni del notiziario al giorno. Per quanto riguarda internet e i giornali on-line l'aggiornamento è continuo 24 ore su 24. La sera le notizie del cartaceo sono ormai vecchie.
 Internet presto sarà la fonte primaria e questo comporterà anche uno scossone nel mondo del giornalismo.
Prima il giornalista riceveva l'agenzia di stampa, scriveva uno o due articoli al giorno ed aveva comunque tutto il tempo per affinare lo stile del pezzo correggere, inserire la frase giusta in modo da attrarre il lettore.
Adesso con la multimedialità e la rete conta molto più una buona immagine che la parola. Il che significa che il giornalista deve essere in grado di sfruttare la multimedialità senza per questo abbandonare la sua capacità di raccontare. Il giornalista del futuro sarà plasmato sul suo target, avrà conoscenze settoriali approfondite ma soprattutto la capacità di trasporre argomenti settoriali in un linguaggio pubblico cioè comprensibile a tutti.
Il peggior nemico del giornalista sarà il tempo perchè la concorrenza sarà molto più forte. Spesso per non bruciare la notizia si prenderà quasi in toto ciò che si riceve dall'agenzia di stampa. E qui esce la vera abilità del professionista: "cercare" di rendere attraente la sua notizia nel minor tempo possibile.
La morale è che il giornaliso tradizionale morirà, dalla sua morte nasceranno tanti giornalismi settoriali molto specializzati. Ce la faremo a inventarci un nuovo mestiere? Di sicuro non moriremo di noia, alla peggio di fame!
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18 Mag 2008

Il telefonino del domani? L'i-phone!


i-phoneNon è ancora entrato nella nostra quotidianità, ma presto sarà sul mercato anche qui in Italia e si prevede un futuro decisamente roseo per lui. Si tratta dell'i-phone! L'i-phone è un vero e proprio computer tascabile... non è un palmare, non è un telefonino e neanche un i-pod... è l'ibridazione di questi tre elementi. Decisamente più maneggevole rispetto ad un tradizionale palmare ha una memora sicuramente più ampia di un normale i-pod (si va dai 16 giga in su) in più ha tutte le funzioni di un cellulare: si può navigare in internet, madare o ricevere mail, fare video foto etc... Si fa più fatica a telefonare a quanto pare, ma questa non è certo la sua funzione principale. Presentato da Steve Jobs nel gennaio 2007 è apparso nei negozi Apple già nel giugno dello stesso anno.
Per oggi i prezzi sono proibitivi da 450 euro in su ma un domani chissà.

Admin · 100 visite · 0 commenti
18 Mag 2008

"Prendi me, ma non il mio cellulare!"

foto ironica: atteggiamento di preghieraIncredibile l'evoluzione in questo campo! Fino a 10 anni fa i cellulari erano ingombranti, senza alcuna funzione addizionale, e si faceva persino fatica a telefonare: la copertura cellulare del territorio ancora incompleta. D'altro canto all'epoca il cellulare era assai meno diffuso, poche persone lo possedevano e ne facevano un uso largamente inderiore a quanto avviene oggi.
Sono passati solo dieci anni eppure ci sembra preisotia. I tempi sono davvero cambiati. Oggi il cellulare è diventato indispensabile, è silenziosamente entrato a far parte della nostra vita e non riusciamo a farne a meno tanto che molti ne possegono anche più di uno. Vediamo quali sono i suoi punti di forza. IL cellulare è il medium più evoluto e multimediale, l'unico che ha incorporato tutti gli altri media. Telefonare ormai non è che una delle opzioni e a dirla tutta nemmeno la più importante. Evolve a tempo di record la possibilità di produrre filmati di ottima qualità (ad esempio il mio ha una fotocamera di 3,2 megapixel). Stesso discorso vale per le foto. I contenuti digitali possono essere poi facilmente inseriti nel pc tramite bluetooth. Ma non finisce qui perchè è possibile anche connettersi ad internet (anche se i costi sono ancora eccessivamente alti) ascoltare la radio.
Gli sms poi sono il nostro pane quotidiano. Le chiamate sono spesso troppo costose, e così decidiamo di affidarci al messaggio. In realtà c'è stato un buon salto in avanti anche su questo punto: una volta il limite di caratteri era estremamente ridotto adesso c'è abbastanza spazio per poter inviare un breve discorso. Dal punto di vista sociologico è interessante analizzare come sciviamo i messaggi. Infatti anche quando abbiamo tutto il tempo per scrivere, siamo portati a scrivere il più infretta possibile sfruttando anche il  T9. Non è che l'ennesimo esempio di come la tecnologia condizioni la nostra vita.
Un'altra motivazione del successo di questi aggegini è che ci danno la senzazione di essere sempre informati. Molti sfruttano le offerte che permetttono di ricevere sms da redazioni (ultimamente anche dalla redazione del tg5). Si tratta di messaggi multimediali in cui le immagini contano ahimè sempre di più a scapito della parola. Perchè se il telefonino ha tanti pregi ha anche qualche difetto e non di poco conto: produce un vocabolario comune sempre più povero di vocaboli.
 Eppure nonostante questo nessuno vorrebbe mai liberarsene. Lo usiamo per lavoro (molte ditte lo danno in dotazione ai lavoratori), per tenerci informati, per controllare i figli quando escono di casa, per essere in costante contatto con amici.

Admin · 73 visite · 2 commenti
18 Mag 2008

LA RADIO NELL'ERA DIGITALE

La radio ha ormai passato da tempo il secolo di vita. Eppure rimane il mezzo più moderno, capace di subire le trasformazioni maggiori sotto l'influenza di altri media, come internet o la televisione. Anche se oggi vengono assimilate alla radio tante cose che con questa poco hanno a che vedere, come l'Ipod in cui inserisco la compilation fatta da me con i miei mp3, l'evoluzione di questo medium è reale. Infatti i programmi radio sono cambiati parecchio: il deejay ha solo il compito di fare una scaletta ed ormai libero da tutte le incombenze legate alla ricerca ed alla riproduzione dei brani, perchè esistono programmi avanzati che permettono di mettere in sequenza e riprodurre files musicali ad alta fedeltà. A dire la verità nemmeno la scaletta è totalmente scelta dal dee-jay visto che - e in questo la radio ha ripreso l'interattivita della rete - c'è la possibilità  di richiedere una canzone tramite sms. Il compito del dj quindi è estremamente ridotto e si trasforma sempre più in un intrattenitore. L'influenza della tv sulla radio è ancora più evidente, tanto che alcuni programmi radiofonici sono diventati anche programmi televisivi. 

 

Admin · 78 visite · 1 commento
11 Mag 2008

LA TV NELL'ERA DIGITALE

L'interattività della rete e la tecnologia digitale hanno finito per influenzare  l'evoluzione di media come la televisione o la radio.
La televisione in questi ultimi anni sta subendo (e con ogni probabilità il processo non è ancora finito) una serie continua di trasformazioni. Tutto iniziò negli anni '90 con le prime tv a pagamento: Stream e Telepiù. Oggi queste sono state superate, ma sarebbe più corretto dire inglobate in Sky. La barca di Murdock continua a viaggiare a gonfie vele con ben 4 milioni di abbonati (una minoranza sì, ma comunque un numero importante). Sky è meno a rischio di pirateria dei suoi predecessori già citati e questo è di per sé un cambiamento non da poco a livello economico. Rispetto alla televisione tradizionale via cavo, si configura come satellitare. L'utente può godere di un'interattività che comunque rimane passiva. Infatti, può scegliere quale pacchetto acquistare (sport, cinema, musica etc..), dispone sicuramente di un buon numero di canali e può anche prenotare un film o un evento con la formula del ppv. Detto questo però, è assolutamente vero che la maggior parte dei fruitori di Sky ha la stessa impostazione  di chi guarda la tv via cavo. L'interattività non viene ancora percepita o comunque non del tutto. Un probabile sviluppo in questo settore si avrà con la diffusione del servizio video on demand che permette di fruire di un programma televisivo, da un archivio messo a disposizione dal provider televisivo, in qualsiasi momento non appena lo si richiede (piattaforme TVdiFASTWEB, Alice Home TV e Tiscali TV).  
La tv tradizionale è obbligata a rispondere e lo fa con il digitale terrestre: anche qui si possono prenotare gli elementi di maggior ascolto come, film, partite di calcio, motomondale etc, ma anche partecipare a programmi televisivi a quesiti, rispondere a domande e sondaggi. 
Ecco qualche link per chiarirci le idee:
http://it.wikipedia.org/wiki/TV_via_cavo e http://it.wikipedia.org/wiki/Televisione_digitale_terrestre.
Anche l'informazione si sta trasformando: nei telegiornali sono comparse le breaking news che scorrono e spesso abbiamo anche la possibilità di votare per un sondaggio inviando un messaggio dal nostro cellulare.
Altri esempi di pseudo-interattività ci vengono da altri paesi e riguardano le soap opera in cui lo spettatore può scegliere una situazione piuttosto che un'altra. Noi abbiamo qualcoosa di simile col "televoto" dei reality ... Ecco una brillante parodia della tv dei nostri tempi di "Mai dire lunedì" 
Admin · 31 visite · 0 commenti
10 Mag 2008

La comunicazione di impresa

Prima di tutto la domanda di Alfonso: "Quanti di noi sono andati sul sito della Cocacola o della Nike per acquistare prodotti?" Nessuno ovviamente. Le ragioni che ci hanno spinto qualche volta su siti di questo tipo sono altre, come i concorsi a premi con in palio un auto, un viaggio o cose di questo tipo. La parola nella comunicazione di impresa o a scopo di lucro conta pochissimo. Un buon testo può sicuramente essere un'ulterire nota positiva, ma non determinerà certo la permanenza dell'utente sul sito. L'elemento fondamentale è invece l'interattività con percorsi precostituiti e studiati a questo scopo. I siti migliori in questo senso sono quelli in cui non c'è una richiesta immediata dei dati dell'utente, infatti siamo ancora un po' restii a mettere i nostri dati su internet (talvolta nemmeno a torto), ci sentiamo molto meno vincolati se abbiamo accesso diretto al prodotto che ci intaressa, se possiamo approfondire la conoscenza di questo (spesso troviamo la forma "vuoi saperne di più" e solo alla fine, quando ormai siamo sicuri della nostra scelta, siamo obbligati a mettere i nostri dati per il pagamento. 

stemma fiatFIAT Come ci aspettavamo la home si apre con un video di grandi dimensioni. Non si tratta dell'offerta dell'ultimo prodotto dell'azienda italiana, bensì dell'invito a partecipare ad un concorso musicale "500 picnic artists". Il vincitore riceverà di diritto una 500. Sicuramente azzeccato anche il linguaggio in relazone a un target giovanile: jimi Hendrix si lega al talento, e la parola Pic-nic smorza il tono di competizione e richiama ad un ritrovo tra giovani.Se consideriamo l'accessibilità tuttavia ci possono essere grossi problemi per chi sofre di daltonismo o chi non ha problemi di vista di vario genere. Questo disagio è parzialmente risolto con la descrizione dell'evento inserita proprio sotto il video.
sulla sinistra troviamo le promozioni del mese. da qui si apre una pagina con diversi tipi di Fiat. Ogni macchina richiama ad una scheda molto generale che descrive la vettura e più che altro l'offerta il prezzo e il pagamento. Qui possiamo o tornare indietro o  approfondire ulteriormente cliccando su Informati. Da possiamo approfondire svariati elementi della vettura a iniziare dal design, alla sicurezza, al gudjet. Infine troviamo il link al sito specifico della vettura ex Fiat Croma.
Tornando nella home, sulla parte destra abbiamo invece la possibilità di scegliere tra tutti i tipi di fiat con un processo assolutamente analogo.
Un percorso così intuitivo che lascia all'utente svariate possibilità è sicuramente positivo. Nono sono mai richiesti i dati personali se non al momento dell'acquisto.
spilla coca-colaCOCA COLA Il sito italiano della Coca-cola descrive un mondo di colore e di gioia, a dominarrlo è ovviamente il rosso delle bottiglie. Musica di sottofondo trionfale che ben accompagna la grafica. La premessa ovvia è che nessuno visiterebbe il sito della coca-cola per acquistare una confezione di una cosa che si trova in tutti i supermercati del mondo. Difficile pensare di trovare informazioni riguardanti il prodotto in sè e per sè. La home apre allora con il solito concorso...vuoi diventare una star? Il target è ovviamente giovanile. Questa volta non si vince solo suonando ma anche votando la band migliore da casa. Sulla sinistra troviamo uno spazio legato alla cocacola come sponsor degli Europei di calcio. Da qui uno spazio legato a questo tema i colori dominanti diventano ovviamente quelli della bandiera italiana.  Con mio grande stupore scopro la possibilità di aprire un album di figurine virtuale. Abbiamo poi un nuovo concorso che permette di vincere i biglietti delle partite più interessanti compresala finale.
Tornando alla Home troviamo anche uno spazio dedicato ai più piccoli. Si tratta di una specie di gioco denominato happiness (e come chiamarlo se no?), descrive  un modo idilliaco pieno di personaggi stravaganti.



stemma della PumaIl sito della puma non ha un video, gioca comunque su immagini dinamiche (la prima cosa a caricarsi sullo schermo è ovviamente lo stemma della multinazionale. Al centro troviamo un'immagine degna di uno spot pubblicitario: un uomo che grazie alle scarpe vince la forza di gravità e salta da un grattacielo all'altro. Sulla sinistra abbiamo la possibilità di accedere allo shop-on line. In effetti in questo caso lìacquisto on.line non è cosa poi così rara. Da si può decidere a chi è indirizzato l'aquisto: uomo, donna bambin etc.. dopodichè scegliamo cosa vogliamo acquistare: T-shirt, pantaloni, giacchette etc. Anche in questo caso quindi l'utente ha una certa liberta di scelta. Non sono richiesti dati personali sino al momento dell'acquisto e questo è un altro punto di forza. Tornando alla home sulla sinistra abbiamo anche svariate tipologie di scarpee abbigliamento (a seconda dei diversi sport), che permette all'utente prima di avere un idea generale, poi di informarsi sul tipo che ha scelto. Oltre ai percorsi, il punto di forza del sito sta nello sfondo bianco che facilita la lettura è equilibrato e sicuramente dal punto di vista dell'accessibilità è migliore rispetto ai primi due. L'unica nota dolente è che non tutte le immagini, nemmeno quella nel riquadro in alto, hano una descrizione.

stemma della NikeDoverosa l'analisi al potale della nike. Sfondo rigorosamente nero e testo color bianco non creano particolare problema alla lettura. Si parte con un video anche piuttosto consistente quindi non del tutto positivo per la usability e per l'accessibilità. Va però riconosciuto che assolve molto bene il suo compito e dice molto più di quanto un testo o un'immagine possanoo fare. Il filmato a mio giudizio geniale, è una soggettiva in cui siamo catapultati in azioni di partite di calcio con i più grandi calciatori sel momento (tra cui Cristiano Ronaldo e Ibra), tutti rigorosamente con le nike ai piedi, come a dire che ad averle ai piedi si diventa automaticamente come loro (MAGARI !). In alto abbiamo la possibilità di scegliere una fra le tante tipologie di scarpe; ogniuna rimanda ad un sito specifico in cui poi approfondire la ricerca. Sulla destra invece abbiamo un altro percorso, simile a quello visto per la marca puma: si seleziona a chi è indirizzato l'acquisto uomo/donna etc.. poi si accede al nike-store, anche se l'accesso risulta parecchio lento.

 
stemma ibmIBM L'azienda hardware e software italiana si presenta con una home di alto livello: non ha i filmati della Nike, ne le immagini dinamice della puma, non apre al meraviglioso mondo di colori della cocacola, e per questo è semplice, equilibrata rispettosa dell'accessibilità: c'è sì un immagine al centro, ma questa come tutet le immagini del portale ha una descrizione. Bene anche la usability, la pagina si carica in fretta e qualsiasi sia il mezzo a disposizione dell'utente non dovrebbero esserci grossi problemi. Anche dal punto di vista dei in cui l'utente è inevitabilmente vincolato (per quanto spesso non se ne renda conto) ho trovato che siano più variegati rispetto a quelli già incontrati: abbiamo un intera sezione dedicata al business, una dedicata ai servizi e una dedicata ovviamente ai prodotti. 
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09 Mag 2008

governi sul web


 

Analizzando il sito del governo italiano, possiamo subito notare una parte istituzionale. Qui possiamo accedere alla sezione dedicata al presidente Berlusconi o a quella fresca fresca legata ai nuovi ministri. Nell'home page troviamo invece le notizie da palazzo Chigi, le notizie dai ministeri e l'azione di governo. Il tutto descritto in maniera molto asciutta sintetica e il più imparziale possibile.

bandiera italianaNella parte alta della schermata il richiamo a www.governoinforma.it, dedicato alla parte pubblica. Qui troviamo la possibilità di navigare per argomenti e di votare tramite sondaggi.



bandiera francesehttp://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ Sul sito del governo  francese non c'è questa suddivisione in parte pubblica e in parte istituzionale. A livello di immagini il quantitativo è simile a quello del sito italiano. Nella home page troviamo

le notizie di attualità legate al governo in carica o al primo ministro. Anche qui abbiamo una sezione legata ai ministri e una legata al presidente del consiglio. In più abbiamo la possibilità di accedere a forum di varie tematiche.


Il sito del governo spagnolo è invece strutturalmente simile al nostro con una parte istituzionale separata da bandiera spagnolaquella pubblica. Sulla destra troviamo un "Agenda de la Comunicación" che permette di  contattare le varie amministrazioni di stato.



Se governo.it ha una prima pagina abbastanza ricca, anche a livello di immagini, (pur non presentando uno bandiera della gran bretagnascrolling eccessivamente lungo) la pagina dedicata al governo del Regno Unito http://www.pm.gov.uk/output/Page18.asp appare scarna, con poche immagini. anche qui sulla destra abbiamo la possibilità di inviare una mail a Gordon Brown

 

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09 Mag 2008

target

computer rotto!





Chiunque si occupi della comunicazione on-line, esattamente come avviene per la stampa, deve tener presente il proprio taget di riferimento.








Per prima cosa c'è il rispetto dell'utente. E' necessario quindi seguire le regole di usability e accessibilità. Un blog un sito un giornale on line con molti video, molte immagini è  sicuramente più piacevole di un blog spoglio e senza immagini. Tuttavia non sempre la multimedialità è una componente vincente. Video eccessivamente "pesanti" in termini di mb possono riusultare un ostacolo insormontabile per molte persone: non solo i disabili, ma chiunque non possieda l'adsl ad esempio. Per cui è sempre preferibile scegliere video ridotti, inserire musica in formato mp3 e scegliere immagini in formato jpg o jpeg. E' bene in oltre non esagereare con queste componenti (che tuttavia sono indispensabili per l'informazione on-line). Se consideriamo un disabile poi avra' sicuramente problemi di fronte a queste componenti. Per cui è necessario  inserire i comandi html adeguati per dare una breve descrizione dell'immagine o del video. Così è fondamentale scegliere un colore neutro per lo sfondo e un colore forte per il testo. E' una questione cruciale per le pari opportunità, così come vorremmo che ogni edificio disponesse di uno scivolo per i diversamente-abili in carrozzina allo stesso modo vorremmo che la comunicazione su internet iniziasse ad abbattere queste barriere.
L'accessibilità quindi si occupa degli utenti disabili e che si troverebbero in difficoltà dinnanzi a elementi multimediali senza descrizione. la usabily invece gli utenti tecnologicamente svantaggiati. Ecco qualche link per chiarirci le idee: http://www.sequency.it/differenze_accessibilita_usabilita/ http://it.wikipedia.org/wiki/Accessibilit%C3%A0_(informatica) http://www.shinynews.it/usability/0207-priorita-problemi.shtml

Altro aspetto legato al target. Ipotizziamo di curare il sito del governo di un determinato paese. Così come per la multimedialità, anche l'uso di aggettivi da sicuramente colore ad un articolo, lo rende gradevole e scorrevole, tuttavia può risultare in alcuni casi assolutamente fuoriluogo. Così nel sito di un governo come www.governo.it  è inevitabile ci sia una parte istituzionale, volutamente oggettiva. 
Se anche cambiassimo totalmente prospettiva e dovessimo occuparci della parte dedicata alla comunicazione pubblica  http://www.governoinforma.it/ (quindi legata al governo in carica e al dialogo con i cittadini a cui offre un servizio) saremmo costretti ad usare una struttura logica molto semplice soggetto+verbo+complemento oggetto. Questo perchè il target è potenzialmente globale e chiunque deve raggiungere facilmente il significato.

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09 Mag 2008

"blog"




Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero "traccia su rete". Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; il 18 luglio 1997, è stato scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi allo sviluppo, da parte dello statunitense Dave Winer del software che ne permette la pubblicazione (si parla di proto-blog), mentre il primo blog è stato effettivamente pubblicato il 23 dicembre dello stesso anno, grazie a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, che decise di aprire una propria pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby. Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog.


[2] La Netiquette, parola derivata dalla contrazione del vocabolo inglese net (rete) e quello di lingua francese étiquette (buona educazione), è un insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi agli altri utenti attraverso


risorse quali newsgroup, mailing list, forum, blog o e-mail in genere.Il rispetto della netiquette non è imposto da alcuna legge, ma si fonda su una convenzione ormai di generale condivisione. Sotto un aspetto giuridico, la netiquette è spesso richiamata nei contratti di fornitura di servizi di accesso da parte dei provider.Il mancato rispetto della netiquette comporta una generale disapprovazione da parte degli altri utenti della Rete, solitamente seguita da un isolamento del soggetto "maleducato" e talvolta dalla richiesta di sospensione


di alcuni servizi utilizzati per compiere atti contrari ad essa (di solito l'e-mail e usenet). 

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04 Mag 2008

Il blog in Italia: c’è ancora tanta strada da fare

Soltanto pochi anni fa qualcuno, anche tra i più dotti, non conosceva nemmeno il significato della parola. Oggi sempre più politici  investono per creare un loro blog per denunciare problemi e guadagnare consenso. Ma ancora non esiste un utilizzo corretto di questo nuovo strumento di comunicazione.

Anzitutto un blog deve avere dei requisiti fondamentali: aggiornamento, interattività e multidirezionalità, linguaggio. Concentriamoci sul primo punto l’aggiornamento. L’aggiornamento è un requisito fondamentale per tutta l’informazione on-line: un giornale on-line aggiornato più frequentemente di un altro svolge un servizio sicuramente migliore, lo stesso vale per un blog soprattutto se si riferisce a una figura pubblica come un esponente di un partito politico. Tuttavia notiamo che molto spesso questo requisito non viene rispettato. leganord


In
http://www.blogdemocratico.it l’ultimo articolo risale al 16 aprile ed è un’analisi del risultato elettorale. In http://www.leganordpadania.it l’evento più recente è addirittura dell’8 marzo. 


Altra nota dolente è la multidirezionalità o interattività. Come già sottolineato nella prima lezione l’interattività dell’informazione on-line è più apparente che concreta. Qui gli esempi si sprecano:

mastella http://clementemastella.blogspot.com

In questo caso il blog è apparentemente aggiornato presenta infatti la posizione di  Mastella sulla vicenda di “Anno Zero”, tuttavia l’unica possibilità che ho di commentare gli articoli è essere iscritto; se fossi iscritto e volessi rilasciare un commento negativo avrei comunque pochissime chance di essere pubblicato, come avverte il monito “ Tutti i commenti devono essere approvati dall’autore del Blog”. Il che spiega anche il bassissimo numero di commenti ricevuti. Infine i commenti non ricevono nemmeno un post di risposta, il che fa cadere qualsiasi tipo multidirezionalità e dialogo.

di pietro
Altri esempi:

http://www.antoniodipietro.it  
-         non obbliga all’iscrizione ma cancella i commenti anonimi

-         non ci sono post di risposta da parte dell’autore

   
storace

http://www.storace.it/

-         lunga trafila di regole di netiquette[2] da rispettare

-         pochi post di risposta

-         assoluta assenza di commenti negativi (probabilmente censurati)

   

http://www.blogdemocratico    logo pd

- nome e indirizzo mail sono obbligatori per commentare, ma per lo meno quest’ultima non verrà pubblicata (magra consolazione)  

   
grilloIl blog alla ribalta in questo momento è soprattutto quello di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it Il comico genovese pur non essendo un esponente politico critica la classe dirigente attuale e, a torto o a ragione, è sotto i riflettori della stampa di questi giorni, anche a causa della sua polemica contro il sistema dell’informazione e contro l’ordine dei giornalisti. Il suo è tra i 10 blog più visitati al mondo. Nonostante sia più interattivo di quelli linkati fino ad ora, presenta alcuni difetti tali da metterne in discussione persino lo status di blog: -  il numero di commenti negativi è troppo basso per non pensare ad una censura
- Anche qui mancano i post di risposta ai commenti. 



L’ultimo elemento analizzato è il linguaggio. La politica infatti richiede lunghi ragionamenti e analisi che contrastano con il dinamismo della rete. Il rischio è quello di scadere nello slogan,  messaggio sicuramente sinistra arcobalenopiù forte, ma con un contenuto di informazione decisamente
inferiore.
 http://www.sinistraarcobaleno.org  



forza nuova
 http://www.forzanuovaroma.blogspot.com  



 
udc
 
http://www.udcroma.blogspot.com   La forza di Beppe Grillo è stata sfruttare la sua innegabile abilità tecnica (anche se supportato da un buon numero di collaboratori).


partit delle libertàpopolo delle libertà
Tuttavia internet che forse sarà determinante in futuro per ora non basta a creare un consenso rilevante. Lo dimostrano i risultati elettorali: il PD ha investito  molto sulla rete, e sulla rete aveva enorme consenso, il PdL - http://www.ilpopolodellaliberta.it/ è un sito e non un blog - con un investimento
minore ha vinto nettamente.
per il bene comune
Se ciò non bastasse pensiamo al blog di un partito come “Il Bene Comune”: http://ilbenecomune.blogspot.com un blog di denuncia sulla falsa riga di quello di Grillo che tuttavia ha pochissimi commenti, e ha prodotto un consenso davvero esiguo.

La forza di Grillo sta nell’aver capito che la rete da sola non basta e per creare consenso ha dovuto far appello delle sue capacità di comico e scendere in piazza ad organizzare manifestazioni di protesta come il V-2 day.

Admin · 84 visite · 2 commenti
04 Mag 2008

I giornali on-line sostituiranno i giornali tradizionali?


I giornali on-line sostituiranno i quotidiani tradizionali? La domanda è apparentemente scontata: l’era di internet  in cui il nuovo medium acquisisce un ruolo centrale nella nostra vita ci indurrebbe a rispondere di sì, tuttavia le cose non stanno affatto così. I giornali cartacei hanno effettivamente modificato il loro formato, molti come Il Corriere della sera, La Gazzetta dello sport o Repubblica si sono ridotti per dimensioni, hanno ridotto il numero degli articoli e aumentato gli spazi pubblicitari e le immagini; altre modifiche paiono invece evidentemente frutto di una contaminazione con internet: la lettera al direttore del Corriere che ricorda l’interattività (vera o presunta) dei giornali on-line  e il richiamo alla versione on line spesso proprio sotto la testata.



Detto questo il giornale cartaceo non scomparirà. In Italia ad esempio i giornali on-line principali derivano dalle testate tradizionali. Il target dei quotidiani inoltre ha un atteggiamento ben diverso da quello dei giornali on-line dato che il quotidiano si riferisce ai fatti principali del giorno precedente, il giornale on-line viene continuamente aggiornato. I due media sono quindi complementari.



Il giornale in rete comunque giocherà un ruolo fondamentale, certo rimangono molti problemi irrisolti come quello dei costi: se creare un giornale on line non costa nulla, creare un giornale su internet con l’intento di fare profitti è molto costoso (bisogna essere visibili ai motori di ricerca).



Atro problema: esiste un linguaggio-on line? La risposta è no. Secondo un indagine svolta dall’ISTAT il 26% degli articoli pubblicati on-line sono articoli già pubblicati sul quotidiano a stampa. Ma al di là di questo, anche gli articoli originali muovono secondo le stesse logiche di quelli della carta stampata  Il linguaggio va quindi creato dal nulla e qui si gioca una buona fetta del futuro dell’informazione di internet.



La  questione più spinosa però è l’interattività. Oggi consideriamo erroneamente qualsiasi elemento in rete interattivo. Non è così, affinché un giornale on-line sia interattivo è necessario che il lettore possa commentare le notizie e che riceva risposta da chi di dovere. Analizzando alcuni giornali on line come www.corrieredellasera.it o www.repubblica.it notiamo che ciò non avviene. In entrambe troviamo sondaggi, ma l’utente può limitarsi a votare non può esprimere un’opinione complessa. Sul sito di repubblica-on line troviamo anche una sezione denominata interattività in cui troviamo i soliti sondaggi e un forum. Prima nota dolente: è necessaria l’iscrizione per rilasciare un commento, in oltre si rischia di non essere pubblicati poiché la redazione sceglierà solo i commenti migliori. In Italia questa pecca è ancora più grave nei blog (o presunti tali) che dovrebbero fare dell’interattività la loro stessa ragion d’essere. Nel peggiore dei casi l’autore seleziona solo i commenti positivi, nel migliore dei casi spesso non inoltra un post di risposta ai commenti.

Admin · 33 visite · 0 commenti
25 Apr 2008