brevi riassunti delle lezioni di informatica applicata al giornalismo
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AHI AHI AHI COPYRIGHT... "Chi è senza peccato scagli la prima pietra"
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emule è completo risulta molto veloce solo per alcuni modem
Bearshare è il più rapido ma è sconsigliabile cercare file rari
azureus basta accedere al sito di mininova e troverete tutto, ma veramente tutto quello che cercate.
La legge prevede una multa sino a 3000 euro per chi fa operazioni di download violando il copyright, fare up-load è ancora peggio: si rischia la reclusione.
Il discorso degli mp3 merita però una rifllessione ulteriore. Infatti le case discografiche sono le prime a dover recitare il mea culpa. I prezzi dei CD sono davvero elevatissimi, in Italia più che in qualsiasi altro paese Europeo, e i più giovani che fanno di internet il loro pane quotidiano sanno ormai perfettamente eludere questa regola. Ma questo non è il solo problema, il panorama musicale sta diventando una fogna a cielo aperto, il mercato conta più della musica l'immagine più delle parole... e così ci ritroviamo ad esportare Tiziano Ferro...E pensare che una volta avevamo band come la PFM i Banco del mutuo soccorso...Questo mi permette di fare due riflessioni: la prima è che spesso quello che noi giovani cerchiamo nemmeno si trova in tutti i negozi di musica, invece internet offre possibilità illimitate da questo punto di vista. Secondo che le case discografiche (che incassano più del 70% del ricavato dalla vendita dei cd in genere) non meritano i nostri soldi.
Non è un discorso contro l'artista, che anzi può persino essere agevolato dalla rete. Perderà parecchio in termini di vendita di cd ma molta più gente ascolterà le sue caznoni e di conseguenza avrà anche più fan disposti ad andare ai concerti o comprare gudjet di vario tipo.
In effetti questa ha iniziato ad essere l'ottica di alcuni artisti e di alcune case discografiche che vendono i diritti e utilizzano il file-sharing per portare l'utente ad acquistare magliette cappellini spille e quant altro...
Questo tipo di accordo prende il nome di copyleft ed è esattamente la controparte del copyright anche se non è ancora riconosciuto legalmente.
Al concetto di copyleft possiamo legare quello di open source, si tratta di programmi gratuiti fgenerati da persone che mettono a disposizione le loro conoscenze per la comunità di internet, alcuni hanno più o meno le stesse funzioni dei software a pagamento (ex open office)
ECCO UNA POLITICA INTELLIGENTE (elio e faso come sempre avanti a tutti!):
Privacy, boom di informazioni personali. Non solo online
Sono attività comuni: un turista compra un biglietto su internet, un cliente apre un conto corrente in banca, un consumatore usa la tessera per la spesa. Ma richiedono di comunicare dati personali (come il nome o il numero di telefono), custoditi poi in archivi digitali dalle organizzazioni che li ricevono. È ormai una quantità enorme di informazioni, in rapida crescita. E le leggi in materia potrebbero non essere adeguate: è l’opinione, rivelata dai sondaggi Eurobarometro, di metà dei “guardiani della privacy” nella Ue, persone incaricate di proteggere i dati personali in ogni azienda e istituzione (qui il rapporto). Rappresentano, quindi, un termometro sensibile per il rispetto della privacy. L’Italia è la seconda in Europa per le richieste di accesso a queste notizie: ogni anno infatti il 12% dei “sorveglianti” riceve più di cinquanta domande; invece, la media Ue è inferiore a dieci interrogazioni.
Non è una questione per soli addetti ai lavori: sei europei su dieci si dichiarano preoccupati dalla gestione delle informazioni personali (qui il sondaggio Eurobarometro). E si arriva a otto su dieci se i dati sono trasmessi attraverso internet. In particolare le incertezze degli italiani sulla tutela della privacy si rivolgono verso le banche: appena il 47% confida in istituti di credito e organizzazioni finanziarie, invece è in crescita la fiducia verso le organizzazioni non profit.
A far salire il livello di allarme su internet è l’esplosione del fenomeno “trojan”: software che entrano nei computer e possono anche “rubare” informazioni personali all’insaputa degli utenti. Sono “ladri d’identità” non sempre facili da trovare: per la Microsoft quelli scoperti negli ultimi sei mesi del 2007 sono aumentati del 300% dall’inizio dell’anno (qui il rapporto). Ma è un dato che non tiene conto di quelli ancora attivi in rete. Di recente il Consiglio d’Europa ha adottato nuove misure nell’ambito della Convenzione europea sul cybercrimine: sarà rafforzato il pattugliamento online per contrastare l’assalto dei pirati, facilitando lo scambio di conoscenze tra gli investigatori telematici e gli internet service provider.
privacy
In realtà esistono regole molto vaghe, il che non risolve certo il problema. L'esempio concreto di cosa questo possa significare lo abbiamo tutti sotto gli occhi: recentemente sono stati pubblicati in rete i dati dei contribuenti italiani. La cosa ha scatenato un dibattito accesissimo culminato con lo stop del garante della privcy http://www.corriere.it/economia/08_aprile_30/fisco_redditi_internet_916ff390-1694-11dd-8b67-00144f02aabc.shtml
Un altro caso ecclatante riguarda l'omicidio Tommasoli a Verona: una webcam ha ripreso un gruppetto di 5 persone di corsa vicino al luogo del delitto e nell'ora del misfatto. Sicuramente questi fattori sono schiaccianti, ma se volessimo essere eticamente rigidi le persone riprese dovrebbero essere considerate innocenti fino alla conclusione di un regolare processo. Ad ogni modo qui entrano in gioco altri aspetti, il più importante e pericoloso è l'emulazione (un conto è riprendere un criminale dopo l'arresto, un conto è farlo quando è a piede libero e ha appena compiuto un omicidio) anche se a onor del vero è veramente difficile arrivare ad identificare i 5 giovani da questo video.
I problemi non finiscono qui. Poniamo di essere diffamati su un giornale, non avremo problemi a presentare "il corpo del reato" e, se quelle che noi riteniamo essere diffamazioni, sono tali anche per il giudice non avremo problemi a vincere la causa. Se le diffamazioni sono on line però le cose cambiano. I file offensivi sono destinati a sparire in un tempo più o meno breve a causa del aggiornamento continuo che il web impone.
I problemi non sono quindi di poco conto, ma con ogni probabilità fra qualche anno quando internet sarà la fonte primaria d'informazione ci saranno regole più rigide anche da questo punto di vista.
La carta di Treviso
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i giornalisti sono tenuti ad osservare tutte le disposizione penali, civili ed amministrative che regolano l'attività di informazione e di cronaca giudiziaria in materia di minori, in particolare di quelli coinvolti in procedimenti giudiziari;
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va garantito l'anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca, anche non aventi rilevanza penale, ma lesivi della sua personalità, come autore, vittima o teste; tale garanzia viene meno allorché la pubblicazione sia tesa a dare positivo risalto a qualità del minore e/o al contesto familiare e sociale in cui si sta formando;
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va altresì evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possano con facilità portare alla sua identificazione, quali le generalità dei genitori, l'indirizzo dell'abitazione o della residenza, la scuola, la parrocchia o il sodalizio frequentati, e qualsiasi altra indicazione o elemento: foto e filmati televisivi non schermati, messaggi e immagini on-line che possano contribuire alla sua individuazione. Analogo comportamento deve essere osservato per episodi di pedofilia , abusi e reati di ogni genere;
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per quanto riguarda i casi di affidamento o adozione e quelli di genitori separati o divorziati, fermo restando il diritto di cronaca e di critica circa le decisioni dell'autorità giudiziaria e l'utilità di articoli o inchieste, occorre comunque anche in questi casi tutelare l'anonimato del minore per non incidere sull'armonico sviluppo della sua personalità, evitando sensazionalismi e qualsiasi forma di speculazione;
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il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano lederne la dignità o turbare il suo equilibrio psico-fisico, né va coinvolto in forme di comunicazioni lesive dell'armonico sviluppo della sua personalità, e ciò a prescindere dall'eventuale consenso dei genitori;
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nel caso di comportamenti lesivi o autolesivi – suicidi, gesti inconsulti, fughe da casa, microcriminalità, ecc. – posti in essere da minorenni, fermo restando il diritto di cronaca e l'individuazione delle responsabilità, occorre non enfatizzare quei particolari che possano provocare effetti di suggestione o emulazione;
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nel caso di minori malati, feriti, svantaggiati o in difficoltà occorre porre particolare attenzione e sensibilità nella diffusione delle immagini e delle vicende al fine di evitare che, in nome di un sentimento pietoso, si arrivi ad un sensazionalismo che finisce per divenire sfruttamento della persona;
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se, nell'interesse del minore -esempio i casi di rapimento o di bambini scomparsi- si ritiene indispensabile la pubblicazione di dati personali e la divulgazione di immagini, andranno tenuti comunque in considerazione il parere dei genitori e delle autorità competenti;
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particolare attenzione andrà posta nei confronti di strumentalizzazioni che possano derivare da parte di adulti interessati a sfruttare, nel loro interesse, l'immagine, l'attività o la personalità del minore;
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tali norme vanno applicate anche al giornalismo on-line, multimediale e ad altre forme di comunicazione giornalistica che utilizzino innovativi strumenti tecnologici per i quali dovrà essere tenuta in considerazione la loro prolungata disponibilità nel tempo;
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tutti i giornalisti sono tenuti all'osservanza di tali regole per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge istitutiva dell'Ordine.
Il giornalismo tradizionale sta morendo? e ora...
Si proprio così semrerebbe impossibile eppure sta accadendo. Non sarà un decesso drastico, unna decapitazione da film dell'orrore, ma una lenta inesorabile agonia. Molti colpi stanno ricevendo i giornali cartacei, e molti altri ne riceveranno nel prossimo futuro. Il tallone d'achille del cartaceo è ahimè l'aggiornamento. Radio e televisione forniscono più edizioni del notiziario al giorno. Per quanto riguarda internet e i giornali on-line l'aggiornamento è continuo 24 ore su 24. La sera le notizie del cartaceo sono ormai vecchie.Internet presto sarà la fonte primaria e questo comporterà anche uno scossone nel mondo del giornalismo.
Prima il giornalista riceveva l'agenzia di stampa, scriveva uno o due articoli al giorno ed aveva comunque tutto il tempo per affinare lo stile del pezzo correggere, inserire la frase giusta in modo da attrarre il lettore.
Adesso con la multimedialità e la rete conta molto più una buona immagine che la parola. Il che significa che il giornalista deve essere in grado di sfruttare la multimedialità senza per questo abbandonare la sua capacità di raccontare. Il giornalista del futuro sarà plasmato sul suo target, avrà conoscenze settoriali approfondite ma soprattutto la capacità di trasporre argomenti settoriali in un linguaggio pubblico cioè comprensibile a tutti.
Il peggior nemico del giornalista sarà il tempo perchè la concorrenza sarà molto più forte. Spesso per non bruciare la notizia si prenderà quasi in toto ciò che si riceve dall'agenzia di stampa. E qui esce la vera abilità del professionista: "cercare" di rendere attraente la sua notizia nel minor tempo possibile.
La morale è che il giornaliso tradizionale morirà, dalla sua morte nasceranno tanti giornalismi settoriali molto specializzati. Ce la faremo a inventarci un nuovo mestiere? Di sicuro non moriremo di noia, alla peggio di fame!
Il telefonino del domani? L'i-phone!
Non è ancora entrato nella nostra quotidianità, ma presto sarà sul mercato anche qui in Italia e si prevede un futuro decisamente roseo per lui. Si tratta dell'i-phone! L'i-phone è un vero e proprio computer tascabile... non è un palmare, non è un telefonino e neanche un i-pod... è l'ibridazione di questi tre elementi. Decisamente più maneggevole rispetto ad un tradizionale palmare ha una memora sicuramente più ampia di un normale i-pod (si va dai 16 giga in su) in più ha tutte le funzioni di un cellulare: si può navigare in internet, madare o ricevere mail, fare video foto etc... Si fa più fatica a telefonare a quanto pare, ma questa non è certo la sua funzione principale. Presentato da Steve Jobs nel gennaio 2007 è apparso nei negozi Apple già nel giugno dello stesso anno.
Per oggi i prezzi sono proibitivi da 450 euro in su ma un domani chissà.
"Prendi me, ma non il mio cellulare!"
Incredibile l'evoluzione in questo campo! Fino a 10 anni fa i cellulari erano ingombranti, senza alcuna funzione addizionale, e si faceva persino fatica a telefonare: la copertura cellulare del territorio ancora incompleta. D'altro canto all'epoca il cellulare era assai meno diffuso, poche persone lo possedevano e ne facevano un uso largamente inderiore a quanto avviene oggi.
Sono passati solo dieci anni eppure ci sembra preisotia. I tempi sono davvero cambiati. Oggi il cellulare è diventato indispensabile, è silenziosamente entrato a far parte della nostra vita e non riusciamo a farne a meno tanto che molti ne possegono anche più di uno. Vediamo quali sono i suoi punti di forza. IL cellulare è il medium più evoluto e multimediale, l'unico che ha incorporato tutti gli altri media. Telefonare ormai non è che una delle opzioni e a dirla tutta nemmeno la più importante. Evolve a tempo di record la possibilità di produrre filmati di ottima qualità (ad esempio il mio ha una fotocamera di 3,2 megapixel). Stesso discorso vale per le foto. I contenuti digitali possono essere poi facilmente inseriti nel pc tramite bluetooth. Ma non finisce qui perchè è possibile anche connettersi ad internet (anche se i costi sono ancora eccessivamente alti) ascoltare la radio.
Gli sms poi sono il nostro pane quotidiano. Le chiamate sono spesso troppo costose, e così decidiamo di affidarci al messaggio. In realtà c'è stato un buon salto in avanti anche su questo punto: una volta il limite di caratteri era estremamente ridotto adesso c'è abbastanza spazio per poter inviare un breve discorso. Dal punto di vista sociologico è interessante analizzare come sciviamo i messaggi. Infatti anche quando abbiamo tutto il tempo per scrivere, siamo portati a scrivere il più infretta possibile sfruttando anche il T9. Non è che l'ennesimo esempio di come la tecnologia condizioni la nostra vita.
Un'altra motivazione del successo di questi aggegini è che ci danno la senzazione di essere sempre informati. Molti sfruttano le offerte che permetttono di ricevere sms da redazioni (ultimamente anche dalla redazione del tg5). Si tratta di messaggi multimediali in cui le immagini contano ahimè sempre di più a scapito della parola. Perchè se il telefonino ha tanti pregi ha anche qualche difetto e non di poco conto: produce un vocabolario comune sempre più povero di vocaboli.
Eppure nonostante questo nessuno vorrebbe mai liberarsene. Lo usiamo per lavoro (molte ditte lo danno in dotazione ai lavoratori), per tenerci informati, per controllare i figli quando escono di casa, per essere in costante contatto con amici.
LA RADIO NELL'ERA DIGITALE
LA TV NELL'ERA DIGITALE
La tv tradizionale è obbligata a rispondere e lo fa con il digitale terrestre: anche qui si possono prenotare gli elementi di maggior ascolto come, film, partite di calcio, motomondale etc, ma anche partecipare a programmi televisivi a quesiti, rispondere a domande e sondaggi.
Ecco qualche link per chiarirci le idee:
http://it.wikipedia.org/wiki/TV_via_cavo e http://it.wikipedia.org/wiki/Televisione_digitale_terrestre.
Anche l'informazione si sta trasformando: nei telegiornali sono comparse le breaking news che scorrono e spesso abbiamo anche la possibilità di votare per un sondaggio inviando un messaggio dal nostro cellulare.
Altri esempi di pseudo-interattività ci vengono da altri paesi e riguardano le soap opera in cui lo spettatore può scegliere una situazione piuttosto che un'altra. Noi abbiamo qualcoosa di simile col "televoto" dei reality ... Ecco una brillante parodia della tv dei nostri tempi di "Mai dire lunedì"
La comunicazione di impresa
FIAT Come ci aspettavamo la home si apre con un video di grandi dimensioni. Non si tratta dell'offerta dell'ultimo prodotto dell'azienda italiana, bensì dell'invito a partecipare ad un concorso musicale "500 picnic artists". Il vincitore riceverà di diritto una 500. Sicuramente azzeccato anche il linguaggio in relazone a un target giovanile: jimi Hendrix si lega al talento, e la parola Pic-nic smorza il tono di competizione e richiama ad un ritrovo tra giovani.Se consideriamo l'accessibilità tuttavia ci possono essere grossi problemi per chi sofre di daltonismo o chi non ha problemi di vista di vario genere. Questo disagio è parzialmente risolto con la descrizione dell'evento inserita proprio sotto il video.sulla sinistra troviamo le promozioni del mese. da qui si apre una pagina con diversi tipi di Fiat. Ogni macchina richiama ad una scheda molto generale che descrive la vettura e più che altro l'offerta il prezzo e il pagamento. Qui possiamo o tornare indietro o approfondire ulteriormente cliccando su Informati. Da possiamo approfondire svariati elementi della vettura a iniziare dal design, alla sicurezza, al gudjet. Infine troviamo il link al sito specifico della vettura ex Fiat Croma.
Tornando nella home, sulla parte destra abbiamo invece la possibilità di scegliere tra tutti i tipi di fiat con un processo assolutamente analogo.
Un percorso così intuitivo che lascia all'utente svariate possibilità è sicuramente positivo. Nono sono mai richiesti i dati personali se non al momento dell'acquisto.
COCA COLA Il sito italiano della Coca-cola descrive un mondo di colore e di gioia, a dominarrlo è ovviamente il rosso delle bottiglie. Musica di sottofondo trionfale che ben accompagna la grafica. La premessa ovvia è che nessuno visiterebbe il sito della coca-cola per acquistare una confezione di una cosa che si trova in tutti i supermercati del mondo. Difficile pensare di trovare informazioni riguardanti il prodotto in sè e per sè. La home apre allora con il solito concorso...vuoi diventare una star? Il target è ovviamente giovanile. Questa volta non si vince solo suonando ma anche votando la band migliore da casa. Sulla sinistra troviamo uno spazio legato alla cocacola come sponsor degli Europei di calcio. Da qui uno spazio legato a questo tema i colori dominanti diventano ovviamente quelli della bandiera italiana. Con mio grande stupore scopro la possibilità di aprire un album di figurine virtuale. Abbiamo poi un nuovo concorso che permette di vincere i biglietti delle partite più interessanti compresala finale. Tornando alla Home troviamo anche uno spazio dedicato ai più piccoli. Si tratta di una specie di gioco denominato happiness (e come chiamarlo se no?), descrive un modo idilliaco pieno di personaggi stravaganti.
Il sito della puma non ha un video, gioca comunque su immagini dinamiche (la prima cosa a caricarsi sullo schermo è ovviamente lo stemma della multinazionale. Al centro troviamo un'immagine degna di uno spot pubblicitario: un uomo che grazie alle scarpe vince la forza di gravità e salta da un grattacielo all'altro. Sulla sinistra abbiamo la possibilità di accedere allo shop-on line. In effetti in questo caso lìacquisto on.line non è cosa poi così rara. Da si può decidere a chi è indirizzato l'aquisto: uomo, donna bambin etc.. dopodichè scegliamo cosa vogliamo acquistare: T-shirt, pantaloni, giacchette etc. Anche in questo caso quindi l'utente ha una certa liberta di scelta. Non sono richiesti dati personali sino al momento dell'acquisto e questo è un altro punto di forza. Tornando alla home sulla sinistra abbiamo anche svariate tipologie di scarpee abbigliamento (a seconda dei diversi sport), che permette all'utente prima di avere un idea generale, poi di informarsi sul tipo che ha scelto. Oltre ai percorsi, il punto di forza del sito sta nello sfondo bianco che facilita la lettura è equilibrato e sicuramente dal punto di vista dell'accessibilità è migliore rispetto ai primi due. L'unica nota dolente è che non tutte le immagini, nemmeno quella nel riquadro in alto, hano una descrizione.
Doverosa l'analisi al potale della nike. Sfondo rigorosamente nero e testo color bianco non creano particolare problema alla lettura. Si parte con un video anche piuttosto consistente quindi non del tutto positivo per la usability e per l'accessibilità. Va però riconosciuto che assolve molto bene il suo compito e dice molto più di quanto un testo o un'immagine possanoo fare. Il filmato a mio giudizio geniale, è una soggettiva in cui siamo catapultati in azioni di partite di calcio con i più grandi calciatori sel momento (tra cui Cristiano Ronaldo e Ibra), tutti rigorosamente con le nike ai piedi, come a dire che ad averle ai piedi si diventa automaticamente come loro (MAGARI !). In alto abbiamo la possibilità di scegliere una fra le tante tipologie di scarpe; ogniuna rimanda ad un sito specifico in cui poi approfondire la ricerca. Sulla destra invece abbiamo un altro percorso, simile a quello visto per la marca puma: si seleziona a chi è indirizzato l'acquisto uomo/donna etc.. poi si accede al nike-store, anche se l'accesso risulta parecchio lento.
IBM L'azienda hardware e software italiana si presenta con una home di alto livello: non ha i filmati della Nike, ne le immagini dinamice della puma, non apre al meraviglioso mondo di colori della cocacola, e per questo è semplice, equilibrata rispettosa dell'accessibilità: c'è sì un immagine al centro, ma questa come tutet le immagini del portale ha una descrizione. Bene anche la usability, la pagina si carica in fretta e qualsiasi sia il mezzo a disposizione dell'utente non dovrebbero esserci grossi problemi. Anche dal punto di vista dei in cui l'utente è inevitabilmente vincolato (per quanto spesso non se ne renda conto) ho trovato che siano più variegati rispetto a quelli già incontrati: abbiamo un intera sezione dedicata al business, una dedicata ai servizi e una dedicata ovviamente ai prodotti.
governi sul web
Analizzando il sito del governo italiano, possiamo subito notare una parte istituzionale. Qui possiamo accedere alla sezione dedicata al presidente Berlusconi o a quella fresca fresca legata ai nuovi ministri. Nell'home page troviamo invece le notizie da palazzo Chigi, le notizie dai ministeri e l'azione di governo. Il tutto descritto in maniera molto asciutta sintetica e il più imparziale possibile.
Nella parte alta della schermata il richiamo a www.governoinforma.it, dedicato alla parte pubblica. Qui troviamo la possibilità di navigare per argomenti e di votare tramite sondaggi.
http://www.premier-ministre.gouv.fr/acteurs/gouvernement/ Sul sito del governo francese non c'è questa suddivisione in parte pubblica e in parte istituzionale. A livello di immagini il quantitativo è simile a quello del sito italiano. Nella home page troviamo
Il sito del governo spagnolo è invece strutturalmente simile al nostro con una parte istituzionale separata da
quella pubblica. Sulla destra troviamo un "Agenda de la Comunicación" che permette di contattare le varie amministrazioni di stato.
Se governo.it ha una prima pagina abbastanza ricca, anche a livello di immagini, (pur non presentando uno
scrolling eccessivamente lungo) la pagina dedicata al governo del Regno Unito http://www.pm.gov.uk/output/Page18.asp appare scarna, con poche immagini. anche qui sulla destra abbiamo la possibilità di inviare una mail a Gordon Brown
target
Chiunque si occupi della comunicazione on-line, esattamente come avviene per la stampa, deve tener presente il proprio taget di riferimento.
Per prima cosa c'è il rispetto dell'utente. E' necessario quindi seguire le regole di usability e accessibilità. Un blog un sito un giornale on line con molti video, molte immagini è sicuramente più piacevole di un blog spoglio e senza immagini. Tuttavia non sempre la multimedialità è una componente vincente. Video eccessivamente "pesanti" in termini di mb possono riusultare un ostacolo insormontabile per molte persone: non solo i disabili, ma chiunque non possieda l'adsl ad esempio. Per cui è sempre preferibile scegliere video ridotti, inserire musica in formato mp3 e scegliere immagini in formato jpg o jpeg. E' bene in oltre non esagereare con queste componenti (che tuttavia sono indispensabili per l'informazione on-line). Se consideriamo un disabile poi avra' sicuramente problemi di fronte a queste componenti. Per cui è necessario inserire i comandi html adeguati per dare una breve descrizione dell'immagine o del video. Così è fondamentale scegliere un colore neutro per lo sfondo e un colore forte per il testo. E' una questione cruciale per le pari opportunità, così come vorremmo che ogni edificio disponesse di uno scivolo per i diversamente-abili in carrozzina allo stesso modo vorremmo che la comunicazione su internet iniziasse ad abbattere queste barriere.
L'accessibilità quindi si occupa degli utenti disabili e che si troverebbero in difficoltà dinnanzi a elementi multimediali senza descrizione. la usabily invece gli utenti tecnologicamente svantaggiati. Ecco qualche link per chiarirci le idee: http://www.sequency.it/differenze_accessibilita_usabilita/ http://it.wikipedia.org/wiki/Accessibilit%C3%A0_(informatica) http://www.shinynews.it/usability/0207-priorita-problemi.shtml
Altro aspetto legato al target. Ipotizziamo di curare il sito del governo di un determinato paese. Così come per la multimedialità, anche l'uso di aggettivi da sicuramente colore ad un articolo, lo rende gradevole e scorrevole, tuttavia può risultare in alcuni casi assolutamente fuoriluogo. Così nel sito di un governo come www.governo.it è inevitabile ci sia una parte istituzionale, volutamente oggettiva.
Se anche cambiassimo totalmente prospettiva e dovessimo occuparci della parte dedicata alla comunicazione pubblica http://www.governoinforma.it/ (quindi legata al governo in carica e al dialogo con i cittadini a cui offre un servizio) saremmo costretti ad usare una struttura logica molto semplice soggetto+verbo+complemento oggetto. Questo perchè il target è potenzialmente globale e chiunque deve raggiungere facilmente il significato.
"blog"
Il termine blog è la contrazione di web-log, ovvero "traccia su rete". Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; il 18 luglio 1997, è stato scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi allo sviluppo, da parte dello statunitense Dave Winer del software che ne permette la pubblicazione (si parla di proto-blog), mentre il primo blog è stato effettivamente pubblicato il 23 dicembre dello stesso anno, grazie a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, che decise di aprire una propria pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby. Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog.
[2] La Netiquette, parola derivata dalla contrazione del vocabolo inglese net (rete) e quello di lingua francese étiquette (buona educazione), è un insieme di regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi agli altri utenti attraverso
risorse quali newsgroup, mailing list, forum, blog o e-mail in genere.Il rispetto della netiquette non è imposto da alcuna legge, ma si fonda su una convenzione ormai di generale condivisione. Sotto un aspetto giuridico, la netiquette è spesso richiamata nei contratti di fornitura di servizi di accesso da parte dei provider.Il mancato rispetto della netiquette comporta una generale disapprovazione da parte degli altri utenti della Rete, solitamente seguita da un isolamento del soggetto "maleducato" e talvolta dalla richiesta di sospensione
di alcuni servizi utilizzati per compiere atti contrari ad essa (di solito l'e-mail e usenet).
Il blog in Italia: c’è ancora tanta strada da fare
Soltanto pochi anni fa qualcuno, anche tra i più dotti, non conosceva nemmeno il significato della parola. Oggi sempre più politici investono per creare un loro blog per denunciare problemi e guadagnare consenso. Ma ancora non esiste un utilizzo corretto di questo nuovo strumento di comunicazione.
Anzitutto un blog deve avere dei requisiti fondamentali: aggiornamento, interattività e multidirezionalità, linguaggio. Concentriamoci sul primo punto l’aggiornamento. L’aggiornamento è un requisito fondamentale per tutta l’informazione on-line: un giornale on-line aggiornato più frequentemente di un altro svolge un servizio sicuramente migliore, lo stesso vale per un blog soprattutto se si riferisce a una figura pubblica come un esponente di un partito politico. Tuttavia notiamo che molto spesso questo requisito non viene rispettato.
In http://www.blogdemocratico.it l’ultimo articolo risale al 16 aprile ed è un’analisi del risultato elettorale. In http://www.leganordpadania.it l’evento più recente è addirittura dell’8 marzo.
Altra nota dolente è la multidirezionalità o interattività. Come già sottolineato nella prima lezione l’interattività dell’informazione on-line è più apparente che concreta. Qui gli esempi si sprecano:
http://clementemastella.blogspot.com
In questo caso il blog è apparentemente aggiornato presenta infatti la posizione di Mastella sulla vicenda di “Anno Zero”, tuttavia l’unica possibilità che ho di commentare gli articoli è essere iscritto; se fossi iscritto e volessi rilasciare un commento negativo avrei comunque pochissime chance di essere pubblicato, come avverte il monito “ Tutti i commenti devono essere approvati dall’autore del Blog”. Il che spiega anche il bassissimo numero di commenti ricevuti. Infine i commenti non ricevono nemmeno un post di risposta, il che fa cadere qualsiasi tipo multidirezionalità e dialogo.

Altri esempi:
http://www.antoniodipietro.it
- non obbliga all’iscrizione ma cancella i commenti anonimi
- non ci sono post di risposta da parte dell’autore

- lunga trafila di regole di netiquette[2] da rispettare
- pochi post di risposta
- assoluta assenza di commenti negativi (probabilmente censurati)
- nome e indirizzo mail sono obbligatori per commentare, ma per lo meno quest’ultima non verrà pubblicata (magra consolazione)
Il blog alla ribalta in questo momento è soprattutto quello di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it Il comico genovese pur non essendo un esponente politico critica la classe dirigente attuale e, a torto o a ragione, è sotto i riflettori della stampa di questi giorni, anche a causa della sua polemica contro il sistema dell’informazione e contro l’ordine dei giornalisti. Il suo è tra i 10 blog più visitati al mondo. Nonostante sia più interattivo di quelli linkati fino ad ora, presenta alcuni difetti tali da metterne in discussione persino lo status di blog: - il numero di commenti negativi è troppo basso per non pensare ad una censura - Anche qui mancano i post di risposta ai commenti.
L’ultimo elemento analizzato è il linguaggio. La politica infatti richiede lunghi ragionamenti e analisi che contrastano con il dinamismo della rete. Il rischio è quello di scadere nello slogan, messaggio sicuramente
più forte, ma con un contenuto di informazione decisamente
http://www.sinistraarcobaleno.org
http://www.forzanuovaroma.blogspot.com

http://www.udcroma.blogspot.com La forza di Beppe Grillo è stata sfruttare la sua innegabile abilità tecnica (anche se supportato da un buon numero di collaboratori).

Tuttavia internet che forse sarà determinante in futuro per ora non basta a creare un consenso rilevante. Lo dimostrano i risultati elettorali: il PD ha investito molto sulla rete, e sulla rete aveva enorme consenso, il PdL - http://www.ilpopolodellaliberta.it/ è un sito e non un blog - con un investimento minore ha vinto nettamente.

La forza di Grillo sta nell’aver capito che la rete da sola non basta e per creare consenso ha dovuto far appello delle sue capacità di comico e scendere in piazza ad organizzare manifestazioni di protesta come il V-2 day.
Sindicazione
13.03.10 @ 07:21:05
da SantosOlive18
And the place of the cheapest ...
08.03.10 @ 10:53:10
da jone
And the place of the cheapest ...
08.03.10 @ 10:52:27
da jone
how do you know Gucci Replica ...
08.03.10 @ 10:51:32
da jone
The Toilet roll machine play an ...
08.03.10 @ 10:50:51
da jone