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Parole chiave (tag): "privacy"

Privacy, boom di informazioni personali. Non solo online

da http://blog.panorama.it/hitechescienza/2008/04/28/privacy-boom-di-informazioni-personali-non-solo-online/
Sono attività comuni: un turista compra un biglietto su internet, un cliente apre un conto corrente in banca, un consumatore usa la tessera per la spesa. Ma richiedono di comunicare dati personali (come il nome o il numero di telefono), custoditi poi in archivi digitali dalle organizzazioni che li ricevono. È ormai una quantità enorme di informazioni, in rapida crescita. E le leggi in materia potrebbero non essere adeguate: è l’opinione, rivelata dai sondaggi Eurobarometro, di metà dei “guardiani della privacy” nella Ue, persone incaricate di proteggere i dati personali in ogni azienda e istituzione (qui il rapporto). Rappresentano, quindi, un termometro sensibile per il rispetto della privacy. L’Italia è la seconda in Europa per le richieste di accesso a queste notizie: ogni anno infatti il 12% dei “sorveglianti” riceve più di cinquanta domande; invece, la media Ue è inferiore a dieci interrogazioni.
Non è una questione per soli addetti ai lavori: sei europei su dieci si dichiarano preoccupati dalla gestione delle informazioni personali (qui il sondaggio Eurobarometro). E si arriva a otto su dieci se i dati sono trasmessi attraverso internet. In particolare le incertezze degli italiani sulla tutela della privacy si rivolgono verso le banche: appena il 47% confida in istituti di credito e organizzazioni finanziarie, invece è in crescita la fiducia verso le organizzazioni non profit.

A far salire il livello di allarme su internet è l’esplosione del fenomeno “trojan”: software che entrano nei computer e possono anche “rubare” informazioni personali all’insaputa degli utenti. Sono “ladri d’identità” non sempre facili da trovare: per la Microsoft quelli scoperti negli ultimi sei mesi del 2007 sono aumentati del 300% dall’inizio dell’anno (qui il rapporto). Ma è un dato che non tiene conto di quelli ancora attivi in rete. Di recente il Consiglio d’Europa ha adottato nuove misure nell’ambito della Convenzione europea sul cybercrimine: sarà rafforzato il pattugliamento online per contrastare l’assalto dei pirati, facilitando lo scambio di conoscenze tra gli investigatori telematici e gli internet service provider.

Admin · 79 visite · 0 commenti
22 Mag 2008

privacy

La rete e le nuove tecnologie offrono sempre più possibilità di diffondere dati. Questo è di per sè positivo ma ci costringe a fare un discorso deontologico che concerne le regole della comunicazione e il rispetto della privacy. Se è vero che esistono leggi sulla privacy per i mezzi di comunicazione tradizionale, è altrettanto vero che internet è concepito (eccezion fatta per i paesi poco democratici) come uno strumento senza limitazioni contenutistiche.
In realtà esistono regole molto vaghe, il che non risolve certo il problema. L'esempio concreto di cosa questo possa significare lo abbiamo tutti sotto gli occhi: recentemente sono stati pubblicati in rete i dati dei contribuenti italiani. La cosa ha scatenato un dibattito accesissimo culminato con lo stop del garante della privcy  http://www.corriere.it/economia/08_aprile_30/fisco_redditi_internet_916ff390-1694-11dd-8b67-00144f02aabc.shtml
Un altro caso ecclatante riguarda l'omicidio Tommasoli a Verona: una webcam ha ripreso un gruppetto di 5 persone di corsa vicino al luogo del delitto e nell'ora del misfatto. Sicuramente questi fattori sono schiaccianti, ma se volessimo essere eticamente rigidi le persone riprese dovrebbero essere considerate innocenti fino alla conclusione di un regolare processo. Ad ogni modo qui entrano in gioco altri aspetti, il più importante e pericoloso è l'emulazione (un conto è riprendere un criminale dopo l'arresto, un conto è farlo quando è a piede libero e ha appena compiuto un omicidio) anche se a onor del vero è veramente difficile arrivare ad identificare i 5 giovani da questo video.




I problemi non finiscono qui. Poniamo di essere diffamati su un giornale, non avremo problemi a presentare "il corpo del reato" e, se quelle che noi riteniamo essere diffamazioni, sono tali anche per il giudice non avremo problemi a vincere la causa. Se le diffamazioni sono on line però le cose cambiano. I file offensivi sono destinati a sparire in un tempo più o meno breve a causa del aggiornamento continuo che il web impone.
I problemi non sono quindi di poco conto, ma con ogni probabilità fra qualche anno quando internet sarà la fonte primaria d'informazione ci saranno regole più rigide anche da questo punto di vista.
Admin · 100 visite · 0 commenti
22 Mag 2008